Mi preoccupa il sostegno generale alla presunta “libertà di esprimere la propria opinione” di cui la ridicola pantomima delle cosiddette sentinelle in piedi avrebbe diritto. Per esempio, Italians di Severgnini (un vero e proprio tempio del qualunquismo italiano), ospita per due giorni di seguito lettere che sostengono questo pseudodiritto delle sentinelle, senza alcun contraddittorio, e con le solite stronzate a sostegno delle ormai antiquate tesi omofobe. L’espressione “ho amici gay che la pensano come me” legittima le tesi strampalate e ignoranti della signora Giulia Martinelli (“se i gay possono fare i Gay Pride, allora le Sentinelle possono leggere in piazza”, perché si sa, il gay pride è una manifestazione che promuove discriminazione e segregazione come quella delle sentinelle, no?), mentre per la signora Francesca Coltellaro l’intento violento e ferocemente oppressivo che sta dietro una manifestazione così apparentemente pacifica e remissiva non lede la dignità di nessuno.

Allora ascoltiamola, l’opinione che queste sentinelle dovrebbero esprimere per diritto, c’è un video spettacolare a questo link.
Tutte opinioni civilissime, semplicemente un punto di vista alternativo a quello pro-diritti, come no? È emblematico ciò che dice la signorina a partire dal minuto 2:45. Lo riporto qui:

“Io mi sento di dire solo questo: se vogliono vivere la loro concezione d’amore, la vivano in segreto, di nascosto e non in pubblico, perché io non voglio ritrovarmi a spiegare a mio nipote che ha 6 anni delle cose che fondamentalmente non riesco a spiegare nelle parole dei piccoli.”

Quindi promuovere odio e segregazione sarebbe un diritto attinente alla sfera della libertà di opinione, secondo i fessi che scrivono a Severgnini o commentano qua e là.

Per quanto riguarda la signorina del video, che evidentemente ha un problema con le cose che non sa spiegare e quindi vorrebbe che sparissero, mi piacerebbe identificarla con nome e cognome. Giusto perché io saprei spiegare benissimo a sua nipote perché ci si può amare tra persone dello stesso sesso (anzi, glielo faccio spiegare da mia nipote di 7 anni, che sull’argomento sa già tutto). Avrei più difficoltà a spiegarle l’ignoranza di sua zia.

In tutto questo, non credo esista nella società occidentale una minoranza o una categoria che debba sopportare più di noi gay una tale valanga di offese così apertamente feroci e in cerca di legittimazione. Complimenti a noi per la corazza di titanio con cui affrontiamo tutto questo, sapendo che nessuno pagherà mai per le parole di disprezzo che ci riversa addosso.

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