Bambino di otto anni spara e uccide la nonna (negli Stati Uniti, ovviamente) dopo aver giocato a Grand Theft Auto IV, noto come GTA IV. Si tratta di un gioco che Totentanz ha amato e considera uno dei migliori mai pubblicati nella storia dell’industria videoludica.
Come ogni paese moderno, gli USA hanno un’agenzia statale, la Entertainment Software Rating Board, che esamina i videogiochi prima che vengano messi in commercio e li suddivide per fasce di età a cui i prodotti possono essere destinati. I videogiochi devono avere un bollino ben visibile sulla confezione, con l’età minima a cui il prodotto può essere utilizzato, più una descrizione dei contenuti. Nel caso di GTA IV, sulla confezione americana c’è scritto in maniera evidente che il gioco è destinato a persone con un’età maggiore di 17 anni, e che l’esperienza di gioco include “violenza intensa, sangue, linguaggio esplicito, riferimenti sessuali espliciti, nudità, uso di droghe e alcol”.
Come al solito, avvenimenti del genere in America (ma anche in Europa) generano processi mediatici contro l’industria videoludica, ma mi si dica chi è il maggiore responsabile di questra tragedia: gli sviluppatori di un gioco destinato a persone adulte o la micidiale accoppiata della lobby delle armi e genitori a cui non frega molto di vigilare su cosa fa il figlio avendo tra l’altro una pistola in casa?
Questo post quindi ha lo scopo di tributare grandi e sentiti complimenti agli sviluppatori di GTA IV, un videogioco che è un’opera d’arte e che ha venduto tantissimo, garantendo il mantenimento di centinaia di posti di lavoro e contribuendo alla resistenza alla crisi economica di questi anni. Sta per essere pubblicato il seguito, GTA V, e io me lo aspetto ancora più violento, sanguinario e politicamente scorretto.