Le complicazioni, le ingerenze, la presenza invadente delle istituzioni tedesche nella vita della gente e nelle libere scelte si vedono soprattutto con la censura sui prodotti multimediali e audiovisivi, che qui assume proporzioni esagerate e contorni grotteschi, con editori stranieri che tagliano la testa al toro e rinunciano da subito a distribuire determinati prodotti in Germania, o con serie tv di horror blando come The Walking Dead che vengono sottoposte a tagliuzzamenti e sforbiciate.
La Germania è l’unico paese a non aver adottato, nel 2003, il Pan European Game Information, il sistema europeo di classificazione dei videogiochi utilizzato da dieci anni da tutti i paesi europei inclusa perfino la Svizzera, scegliendo invece di manterere il suo sistema locale USK, più restrittivo (il quale, se me lo si concede, è uno dei tanti esempi dell’idea univoca e unidirezionale che la Germania ha dell’Unione Europea, per la quale si può decidere ma dalla quale non si deve subire nessuna decisione).
Nel frattempo sappiate che per estendere a contenuti vietati ai minori (es. film horror) il proprio abbonamento a un servizio video in streaming, bisogna scaricare un modulo, riempirlo, recarsi in un ufficio postale con un documento per farsi identificare… Mettiamola così: questo post è una conseguenza del moto rotatorio imposto al mio apparato riproduttivo dalla prospettiva di dover perdere un sacco di tempo per una stronzata del genere.