Con Italo ho viaggiato il mese scorso da Milano a Napoli. Puntualissimo, velocissimo, pulitissimo, forse un po’ spartano in prima classe e costoso per il catering a bordo, e la connessione wi-fi non ha funzionato per l’intera tratta,  ma i prezzi sono convenienti se si prenota con un certo anticipo. Il viaggio è piacevole, e il panorama dai finestrini è sempre spettacolare, al contrario di qua in Germania dove le tratte ad alta velocità sono quasi sempre affossate o ombreggiate da file di fitta vegetazione. Dovessi di nuovo scegliere tra Frecciarossa e Italo, quest’ultimo avrà sempre la mia preferenza.
Italo fa dell’italianità il suo vanto. Treno a parte (francese), tutto riflette belpaese con orgoglio, dai colori aziendali agli stuzzichini, dal nome dell’azienda ai marchi coinvolti. Ma l’italianità di Italo ha raggiunto il suo apice oggi sul blog ufficiale, dove Montezemolo e compari ci sbattono in faccia con orgoglio che una laureata in lingue e letterature straniere fa la bibitara sul loro treno. Chi glielo dice, a Marta, che in Germania il suo lavoro lo fanno le diplomate dopo qualche settimana di training?