Boh, io non sapevo cosa dire a chi mi suggeriva di visitare Barcellona. L’avevo inserita in una piccola lista di città scartate a prescindere, luoghi che non mi interessano senza un preciso motivo, come Amsterdam. Mi chiedevano perché non volessi visitare Barcellona, e io rispondevo boh, ho altre priorità, pensando però segretamente al tipo di persona italiana media che vedo prendere e partire continuamente alla volta di Barcellona o Amsterdam, e forse era quello, forse era un’elaborazione inconscia del tipo: se piace ai tamarri non può piacere a me.
Avevo parzialmente ragione. Arrivati a Barcellona, alla reception dell’albergo economico ci dicono che devono spostarci in un altro albergo perché degli italiani (sic) hanno sfasciato la stanza che sarebbe toccata a noi, e non ce ne sono altre libere. Così, grazie ai tamarri italiani, ci godiamo un upgrade in albergo lussuoso senza costi aggiuntivi. Un solo pernottamento però, perché Barcellona è finita per caso nella pianificazione di un viaggio che inizialmente prevedeva altre mete. Quindi una sola giornata per visitarla, ma qui si è provetti e instancabili camminatori che non necessitano di pause, e perciò non ci si è fatto mancare niente: il Barrio Gotico, El Raval, la Barceloneta, il Teleferico, il Montjuïc, un paio di costruzioni moderniste e quella cosa orrenda che stanno costruendo da un secolo, un mattone ogni tre mesi, per la quale io condannerei Gaudí a una damnatio memoriae cancellando il suo nome da libri, monumenti e anagrafi catalane. L’impressione generale è che Barcellona ha la caratteristica napoletana di essere molte città in una sola, e mi ha dato conferma di quale luogo meraviglioso sarebbe Napoli se imparasse ad amarsi e a capire il suo immenso potenziale. Barcellona e Napoli sono due città che hanno avuto le stesse opportunità, olimpiadi a parte, ma una ha saputo coglierle e l’altra no.
Una giornata non basta a innamorarsi di una città, ma una fugace visita al Barrio Gotico da sola imprime una sensazione di poetica nostalgia che ti dice “devi tornare”, e infatti ci tornerò. Non so quando, ma ci tornerò. Non so perché, ho tolto Barcellona da quella lista nera quando ho visto le puttane bruttarelle e debosciate del Raval aggirarsi a due passi del porticato gotico dell’Hospital de la Santa Creu.