Parecchie persone in Italia non si sono nemmeno accorte che ieri sera c’è stata la finale dell’Eurovision Song Contest, mentre in Germania è un po’ come Sanremo e non vi si sfugge, benché bisogna dire che l’Eurovision tocca livelli di orrore cosmico che Sanremo fino a ora ci ha risparmiato.
Su Repubblica c’è un trafiletto nascosto in fondo alla home page, il Corriere non ne fa parola, mentre la Frankfurter Allgemeine pone la finale dell’Eurovision tra le notizie più importanti, e  la Sueddeutsche ne fa addirittura la notizia in primo piano. E se proprio lo volete sapere, ieri sera una piazza di Amburgo era invasa da una folla oceanica accorsa per un “Eurovision Party” che in confronto il nostro concerto del primo maggio a Roma raduna quattro gatti. E avreste dovuto vedere i locali di Francoforte, tutti, attrezzati con megaschermi, proiettori e tavolate manco fosse la finale dei mondiali di calcio.
Io già sono refrattario alle isterie collettive anche lievi, figurarsi quando riguardano questa cosa che potrebbe essere definita il festival del pessimo gusto, musicale e non, improponibile passerella di celine dion caucasiche, gigi d’alesso balcanici e amy winehouse de noantri che altrimenti non avrebbero mai fatto risuonare la loro ugola più in là del buco di culo terrestre dove il destino, in un empito di giustizia divina, li ha fatti nascere.
Troppo facile snobbare l’Eurovision, troppo giusto farlo. Il mondo non ne ha bisogno.