Visto che dovete diventare teutonici, Carletto Darwin vi sta spiegando che ci sono abitudini e stili di vita germanici che dovete assolutamente fare vostri, dalla rinuncia al bidet (di cui su questo blog si è già ampiamente dissertato) alla deposizione di qualsiasi criterio nell’abbinamento di colori del proprio vestiario, come completamento di una germanizzazione dell’Europa che la Merkel ritiene necessaria per risollevare e far ripartire l’economia del vecchio continente. Vorrei aggiungere qualcosa al discorso, segnalandovi qualche altra abitudine tedesca che sicuramente farà bene al debito pubblico italiano.

Acquistare abiti in internet. Cappotti, camicie, cravatte, giacche, tailleur, pantaloni comprati per corrispondenza. I tedeschi non si pongono problemi laddove gli italiani non potrebbero mai rinunciare all’idea di andare per negozi e misurare, provare, toccare con mano, sentire la qualità della stoffa, avere l’opinione di qualcuno. E poi ti meravigli di vedere in giro per la Germania così tanti abiti oversize e così tanti pantaloni con piega in stile “ho la casa allagata”. Il loro sito preferito? Zalando. Non esiste un tedesco che non abbia comprato almeno una camicia o un paio di scarpe lì sopra. Voi intanto potete già cominciare: Zalando ha inaugurato la versione italiana.

Pisciare seduti è un’abitudine che alla stragrande maggioranza dei tedeschi di sesso maschile viene impartita fin da piccoli per questioni puramente igieniche, e loro sono così consapevoli dell’esclusività di questa usanza da premurarsi di ricordarla a eventuali ospiti stranieri in casa. A me è capitato. Il Sitzklo (sitzen, stare seduti, e Klo, cesso) rientra in quegli aspetti che, tra i diversi popoli, rendono reciprocamente incomprensibili i canoni di igiene. Anche noi italiani, che ci riteniamo più di ogni altro popolo depositari del sacro lume dell’igiene personale, lo percepiamo come una complicanza esagerata, un ammirevole ma per niente pratico eccesso di igiene che non ci interessa, ecco tutto. Ma fatevene una ragione: piscerete seduti.
Già che sono in tema, aggiungo l’usanza dei tedeschi di richiudere la tavoletta dei cessi pubblici dopo averli usati. Non ne capisco il motivo, e immagino neanche voi, ma lo faremo diligentemente per uscire dalla crisi.

Il rapporto completamente rilassato con la nudità, che i tedeschi condividono con le altre popolazioni nordiche. Le saune delle palestre, per esempio, sono miste, e con obbligo di starci completamente nudi, mentre ogni grande città tedesca ha nel suo parco principale almeno un prato dove uomini ignudi giacciono beatamente al sole al cospetto dei passanti indifferenti, come la cosiddetta Tuntenwiese del Tiergarten di Berlino. E forse non tutti sanno che, ai tempi della DDR, sulle spiagge baltiche c’erano pochi e isolati settori riservati a chi voleva stare in costume da bagno e non nudo. Preparatevi a mostrare le pudenda sulle spiagge di Ischia e Lignano.

Il rogo dei reggiseni. Ogni volta che la primavera abbozza il suo arrivo con qualche lieve tepore, molte donne tedesche di terza età, convinte per qualche oscura ragione di avere due tette di marmo spinte verso il cielo da una forza opposta a quella di gravità, chiudono tutti i reggiseni in un cassetto e indossano una semplice t-shirt sulla nuda pelle. Lo spettacolo non è proprio piacevole, e più che del buon gusto io mi preoccupo della loro incolumità (prima o poi una di loro inciamperà con una tetta attorcigliata alla caviglia e cadrà di schianto in avanti), ma sono certo che il crollo delle importazioni di reggiseni made in People’s Republic of China farà precipitare il rating di Standard & Poor sull’intero continente asiatico, causando una transumanza di investitori diretti verso l’Europa. Geniale, e io che consideravo queste donne semplicemente delle sciatte.

Il mullet, quella pettinatura che più di ogni altra cosa ha contribuito ad archiviare gli anni ’80 come qualcosa di cui ridere, complice soprattutto MacGyver, non è mai scomparso, ma tenuto in auge dai tedeschi, con particolare concentrazione nelle periferie delle grandi città. Qui in Germania perfino qualche donna si fa il mullet, quando si è stancata della gloriosa permanente. Serve a ricreare il clima di un decennio in cui l’economia andava a gonfie vele e la vita era resa piacevole da un grande ottimismo per il futuro. Credeteci anche voi, e fatevi il mullet.