Sui periodici ritorni in Italia di chi vive all’estero c’è molto da dire. Quando ci si abitua ad altri stili di vita, migliori o peggiori che siano, si adotta automaticamente una nuova chiave di lettura dello stile di vita e delle abitudini della società italiana, soprattutto si notano cose anomale, buffe, strane o anche profondamente sbagliate che prima erano mimetizzate tra tutto ciò che si dava per scontato. Ne ho già scritto in passato, non intendo ripetermi.
C’è una cosa che però mi colpisce ogni volta con tale intensità da causarmi quasi uno spaesamento, e che mi fa stupire di come potessi darla per scontata quando non avevo esperienza di vita all’estero: la totale strafottenza con cui le forze dell’ordine disattendono le regole del codice stradale in maniera anche grave pur essendo in semplice pattugliamento e non in emergenza. Ci ho riflettuto quando oggi, a Napoli, ho dovuto inchiodare per evitare due moto della polizia che scendevano contromano da piazza Mancini, col rischio che qualcuno mi venisse addosso.
Lo fanno sempre, lo fanno tutte le forze dell’ordine di qualsiasi arma, lo fanno coloro i quali dovrebbero dare l’esempio. Ignorano semafori, attraversamenti pedonali, sensi unici e divieti di sosta con facilità, noncuranza e arroganza che in qualsiasi altro paese sono impensabili. È un comportamento grave, e da un punto di vista non italiano appare schifosamente incivile. E provate un po’ a richiamare all’ordine questi camorristi in divisa (come altro definirli?), anche solo con uno sguardo indignato: vi trovereste nei guai.
In Germania spendo fiato ed energie per contrastare l’idea di popolo incivile che i tedeschi hanno degli italiani, e lo faccio con la convinzione di essere dalla parte della ragione. Poi a un tedesco basta passare un fine settimana in Italia e osservare un fenomeno del genere per avere ragione di ridere di quello che dico. Ogni ritorno in Italia mi dà un motivo per pensare: ma chi cazzo me lo fa fare?