Il Belgio è sudicio, mi è stato detto. Appena passi la frontiera ti accorgi di quanto è sudicio. E io, per carità, non confuto né confermo. Mai messo piede in Vallonia né nelle Fiandre: l’idea di abbinare cozze e patate fritte me la dice lunga su quanto ha da offrirmi quel paese. Poi questa famosa birra trappista non mi dice niente, e in fondo le praline belghe le trovi un po’ ovunque, quindi mai avuto uno stimolo ad andare in Belgio, io, anche se un pensierino su Bruxelles ogni tanto mi tenta, fosse solo per visitare un paese che pare sempre star per scomparire lì per lì, ché sti confini politici dell’Europa occidentale sono immobili da un po’ troppo tempo. Quindi io non so se ‘sto Belgio è sudicio per davvero, e neanche me ne frega, ho dato un’occhiata su Street View a un paesino a caso nelle Fiandre, mi è sembrato lindo e morta lì. E se pure fosse stato sudicio, di posti sudici è piena l’Europa, e l’esperienza mi dice che altri posti piccoloborghesi tirati a lucido dove potresti mangiare sul marciapiede hanno tanto da essere denunciati seduta stante per altri tipi di sudiciume ben più disturbanti di una composizione di chiazze di vomito, merda di cane e packaging di McDonald’s al vento.
È inaccettabile che il Belgio sia sudicio – mi viene sottolineato con insistenza – perché è comunque Europa settentrionale.
Quindi è accettabile che l’Europa meridionale sia sudicia, perché abitata da cavernicoli irrecuperabili, deduco io. I belgi dovrebbero sforzarsi di collaborare al peso della superumanità nordica, perché così non va, perché se qualcuno non collabora, il pregiudizio non regge, e che diamine. Non sia mai che qualcuno venga a dire che Madrid è più pulita di Parigi (e lo è), o che Salerno può dare lezioni di igiene urbana a Mainz (e può farlo).
Poi, quando a un tedesco fai notare quanto razzismo inconsapevole venga fuori da certe espressioni pur esternate in buona fede, tu sei il meridionale complessato e sulle difensive.