Afri-ColaAfri-Cola è l’orrore fatto bibita, impostosi sul mercato tedesco sfruttando una fama del tutto spontanea di marchio fair trade. Non ha niente di fair trade: il prefisso afro e la palma nel logo hanno creato l’equivoco di avere a che fare con qualcosa di equo e solidale, e per questo la bibita si è diffusa soprattutto nei locali tedeschi alternativi, freakettoni e universitari a sostituire la più celebre Coca Cola, ma in realtà Afri-Cola è un marchio commerciale appartenente a Mineralbrunnen Überkingen-Teinach, un’azienda tedesca di bibite e acque minerali, che sarà pure una minuscola e insignificante realtà imprenditoriale al confronto con la multinazionale Coca Cola Company, ma di certo non è un’opera pia di misericordia dedita alla carità presso le miserie africane né, come molti credono, una specie di cooperativa equa e solidale messa su da africani volenterosi per risollevare l’economia locale. No, è semplicemente un’azienda tedesca con il suo sacrosanto e legittimo scopo di lucro.
L’Afri-Cola fa un po’ schifo, con quel sapore scialbo e il contenuto di caffeina più che doppio rispetto alla Coca Cola, ma si trova un po’ avunque, sempre di più, come alternativa alla Coca, o meglio, come alternativa imposta a un marchio globale e capitalista. La Pepsi non andava bene, no, ai clienti bisogna somministrare questa robetta annacquata il cui contenuto di caffeina è tale da trenere sveglio anche un bradipo preso nel meglio del suo letargo. Devo ricordarmi di berla prima di andare a una qualsiasi festa di compleanno tedesca.