Tutta la giornata in ufficio senza poter fare niente per colpa di un server bloccato laddove nessuno poteva intervenire, perché le genti stavano dormendo a causa della rotazione del globo terracqueo.
Il bello di un’estrema confidenza in verticale lungo la scala gerarchica dell’azienda è che non bisogna necessariamente fingere solerzia quando non c’è proprio nulla da fare (ricordo altri luoghi di lavoro dove in situazioni del genere bisognava in ogni caso mostrarsi affaccendati, sentendosi ridicoli nel darsi compiti inutili), e uno si gode un revival del clima di quelle rare ore del liceo in cui l’insegnante non si presentava. Oh, certo, in quelle ore al liceo compariva sempre una canna, qui invece ci si è messi a mangiucchiare biscotti.

Smisi di fumare erba nove anni fa. Fu una naturale e spontanea conseguenza dell’aver smesso di fumare sigarette. Ora che ho ripreso a fumare sigarette, mi sono reso conto di essere circondato da gente che non fuma erba, e che l’occasione di ritrovarmi una canna tra le mani è davvero improbabile.
Be’, una canna l’ho fumata qualche giorno fa in compagnia di quella che forse è l’unica mia conoscenza qui a Francoforte dedita al consumo di erba. Avrei voluto conservarne il filtro per posarlo sulla tomba di Proust alla prima occasione, dicendo “tie’, ti regalo una mia madeleine”.
Chiusa lì: nessuno dei miei amici fuma, e neanche a diciassette anni andavo a comprarmi erba per fumarmela da solo. Figurarsi ora.

To’, mi è appena tornata in mente la mia prima canna.
Era un sabato sera sul terrazzo di Officina 99, in compagnia di due carissimi amici, Mario e Mario. Mi prese a ridere, ma a ridere così tanto che non riuscivo a fermarmi. Che bella serata, si era in piena estate ma non faceva particolarmente caldo, ricordo quella terrazza piena di gente che fumava, beveva e si divertiva mentre da giù arrivava il frastuono della batteria di chi cazzo si ricorda quale gruppo stesse facendo il sound check. Ci prese a ridere a tutti e tre, io Mario e Mario. Ma stiamo parlando dei primi anni ’90, non ricordo esattamente quando, comunque ere geologiche fa.

No, è che in questa giornata a cazzeggiare in ufficio mi è passata spesso per i ventricoli cerebrali l’idea che qualcuno stesse per far saltare fuori una canna e accenderla lì, farla girare, passarla anche al capo. Roba da chiudere l’ufficio e costringere tutti a fare seppuku davanti al consiglio di amministrazione.
Non so come mi sia venuta questa idea. Non è da me.

Ma forse se mi fumassi una canna ogni tanto, la prenderei a ridere, e il tenore dei miei post ne risentirebbe positivamente.

A proposito: il titolo del post precedente è un verso del testo di Ascension dei Kirlian Camera.
A settembre suonano qui a Francoforte, proprio dietro casa mia. Ho già il biglietto.
E no, niente canne.