Il 25 giugno 2011 ci sarà il gay pride a Napoli, ma la notizia non è questa.
La notizia è che questo pride è stato voluto e sarà organizzato dalla piccola associazione gay campana i-Ken, visto che l’Arcigay locale al riguardo pareva silente o comunque non abbastanza solerte nel saper cogliere la possibilità di perpetuare la tradizione che il pride nazionale del 2010 ha portato finalmente anche a Napoli, rendendola una metropoli degna di essere definita europea almeno dal punto di vista lgbt.
Vistasi soffiare la prerogativa (che veniva considerata tale nonostante l’intenzione di tenerla chiusa in un cassetto), la sede locale di Arcigay si dichiara contraria al gay pride a Napoli, gridando ai metodi prepotenti di i-Ken e giustificando il proprio tristissimo immobilismo con il fatto che (parole loro, qui la nota su Facebook del presidente di Arcigay Napoli) non si può organizzare un pride nel mese di giugno che è già teatro di elezioni amministrative e Europride romano, e che la data del 25 giugno è troppo vicina per potersi organizzare adeguatamente.
Arcigay propone in alternativa l’organizzazione di un pride a ottobre, mese lontanissimo dalla stagione dei pride europei, e decisamente anomalo per una manifestazione del genere.
Le parole di Arcigay stessa denotano tutta l’inettitudine di chi non ha saputo organizzarsi per tempo e ora utilizza come penoso pretesto l’accavallamento con altri appuntamenti pubblici che si tengono due settimane prima (referendum e Europride) o addirittura un mese prima (elezioni amministrative), quindi le riporto fedelmente: “Tale data infatti risulta, a nostro avviso, essere troppo vicina, con il rischio cosi’ di incidere sulla qualita’ organizzativa e sulla partecipazione all’evento. Inoltre le stesse associazioni saranno impegnate nel garantire diffusione e partecipazione all’Europride di Roma del prossimo 11 Giugno. Gli strascichi della campagna elettorale amministrativa e referendaria, uniti all’avvicinarsi dell’estate rischiano di relegare ad un ruolo di marginalita’ le importanti iniziative che la comunita’ LGBT locale intende realizzare.
Se penso all’oscena faccia tosta con cui questa gente si dichiara portavoce della comunità omosessuale napoletana, mi viene da ribadire la mia vecchia ma mai abbandonata convinzione che alcuni dei più pericolosi nemici dei gay vadano ricercati tra i gay stessi, anche tra quelli che si travestono da paladini.
Purtroppo in quei giorni sarò inchiodato a Francoforte, e con molto dispiacere dovrò mancare a questo evento, ma da “manifestante a distanza” mi auguro che il 25 giugno a Napoli si ricrei almeno in piccolo l’atmosfera del pride nazionale dell’anno scorso. In quella occasione la città di Napoli ha saputo dimostrare di essere all’altezza di qualsiasi altra metropoli europea, e perciò si merita che questa tradizione del gay pride si perpetui senza ricadere nell’oblio per colpa di un paio di incapaci, come invece successe dopo il pride del 1996.
Se ne avete la possibilità, fate un salto a Napoli il 25 giugno e partecipate a quello che – ve lo garantisco – sarà uno dei pride più calorosi e colorati a cui avrete mai preso parte.