Qui in Germania ieri, insieme alle più discusse e importanti elezioni regionali in Baden-Württemberg e in Renania-Palatinato, si sono tenuti anche un referendum regionale su una modifica della costituzione dell’Assia e le elezioni comunali di Francoforte.
Ieri sera erano già pubblici i risultati, che riflettono su scala comunale quelli regionali: grande successo dei Verdi che, insieme alla SPD, superano la coalizione CDU + Liberali (ma la CDU rimane il partito più votato). Questo non vuol dire necessariamente che Francoforte svolta a sinistra, perché la CDU ha ipotizzato una grosse koalition con i Verdi.
A Stoccarda il trionfo dei Verdi è stato ancora maggiore per aver cavalcato la grande opposizione dei cittadini al progetto di una nuova stazione centrale. Suppongo che, analogamente,  qui a Francoforte c’entrino le polemiche sull’ampliamento dell’aeroporto con la costruzione di una nuova pista.
Tra i vari partiti in corsa per la Rathaus francofortese, oltre ai consueti grandi partiti, c’erano l’ormai immancabile partito dei Pirati, la famigerata NPD (paragonabile all’italiana Forza Nuova) che ha preso l’1,3% dei voti, più una piccola miriade di partitini minori, tra cui ben due partiti musulmani. E l’Europa Liste, in teoria una lista civica di cittadini europei non tedeschi, in pratica una lista italiana, che già da qualche anno riesce a mandare almeno un rappresentante al consiglio comunale, tale Luigi Brillante.
Da cittadino europeo, ho potuto partecipare alle elezioni per il comune di Francoforte. Non al referendum, riservato ai cittadini tedeschi.
Il sistema elettorale per le comunali è parecchio articolato: in tutto ho avuto 93 voti a disposizione (sì: novantatré) da distribuire a piacimento su una scheda elettorale formato lenzuolo, anche in diverse liste, secondo le seguenti modalità:

  • Voti distribuiti ai candidati preferiti, con un massimo possibile di tre voti per ogni singolo candidato.
  • Voto unico alla lista, cioè si vota esclusivamente il simbolo del partito, così si distribuiscono automaticamente i propri 93 voti a tutti i candidati della lista scelta, con assegnazione a scalare dal capolista (in pratica un voto per ogni candidato fino in fondo alla lista, poi si riparte dall’alto per l’assegnazione del secondo voto, e così via).
  • Voto unico alla lista con indicazione di priorità, ovvero si vota la lista come spiegato qui sopra, ma si indicano anche tre voti a favore di uno o più candidati della lista votata, in modo che questi siano considerati prioritari nella distribuzione dei novantatré voti.
  • Voto unico alla lista con esclusione, ovvero si vota la lista ma si cancellano uno o più candidati barrandone il nome, in modo che questi siano esclusi dalla distribuzione dei voti.

Con un sistema del genere sarebbe davvero difficile costringere la gente a mandare in consiglio un’igienista dentale, ma mi domando – essendo un sistema nuovo – quanti siano andati a votare con la certezza di aver capito come fare, visto che pure io sulla strada verso il seggio sono stato preso dal dubbio di non averci capito una mazza. Mi pare comunque difficile annullare per sbaglio la propria scheda, perché nel dubbio viene spontaneo limitarsi a mettere una crocetta sul partito o sul nome del candidato preferito, e fine della questione.

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