In tutto questo caos, il caso (sempre sia lodato) mi ha fatto capitare in un frangente di operatività dell’aeroporto di Francoforte e mi ha fatto arrivare a Napoli senza problemi.

Quindi via con la solita lagna su Napoli:

Napoli è una città che non sa affrontare un cazzo, anzi, più che affrontare le avversità le integra in un calderone culturale omogeneo. Per chi viene da fuori, quell’immondizia accumulata per le strade denota un imbarbarimento che non dovrebbe avere spazio in nessuna cultura del pianeta, neanche in quella che si giudicherebbe più degradata e invicile. E invece quello che fa male è vedere che tutto sommato la vita a Napoli continua: si mangia, si beve, si esce, si spende, si consuma tra queste montagne di sacchetti colorati che la pioggia spappola e disperde lungo i bordi delle carreggiate, sui marciapiedi, ovunque. Quello che altrove causerebbe una rivolta popolare con rogo in piazza non dei cassonetti, ma dell’intera classe politica locale, qui viene guardato con un po’ di schifo e subito integrato in uno stile di vita dove tutto fa brodo, anzi liquami. Che schifo.
La responsabilità è della politica locale, di quella di Roma, della camorra… sì, ma la responsabilità maggiore io la attribuisco ai napoletani che si ostinano a illudersi di star vivendo normalmente, quando sono parte di un qualcosa la cui putrefazione è ben espressa dall’eterna presenza di queste montagne di immondizia nel panorama cittadino.
Neanche un anno fa, proprio nell’aeroporto di Francoforte c’erano dei cartelloni pubblicitari dell’assessorato al turismo di Napoli. Ironizzavano sul problema dell’immondizia e invitavano i tedeschi a venire a scoprire questa meravigliosa città d’arte. Ironizzando sul problema, l’assessore o chi per lui aveva involontariamente dato una prova di questa putrefazione accettata e incamerata: non si ironizza su qualcosa di cui ci si vergogna profondamente, si ironizza su qualcosa da far accettare, sdoganare, ufficializzare. La pizza, il mandolino, ‘a sfugliatella, ‘o babbà e ‘a munnezza. Sapesse l’assessore con quanta incredulità e repulsione i miei colleghi tedeschi mi chiedono il perché e il percome di questa sempiterna crisi dell’immondizia, e sapesse quanto c’è di sbagliato nell’uso dell’ironia riguardo a un problema per cui i tedeschi ci hanno già marchiato a fuoco, e per decenni a venire, come popolo di merda, vergogna europea ed esempio di degenerazione civile.
Altro che colpisce venendo da fuori: la totale assenza di forze dell’ordine. E lì capisci tutto. Lì capisci che, agli albori della civiltà occidentale, ai napoletani è stato dato il la delle più elementari norme di convivenza civica, e poi è stato detto loro “arrangiatevi”. A Napoli si campa con giusto un’infarinatura di senso civico messa poi in pratica con presunto buon senso, che è buono a seconda e a convenienza di chi lo elabora, e nessuna regola scritta, nessuno che la faccia rispettare. Un capolavoro esemplare di anarchia, se non fosse che l’anarchia è un regime che causa troppo malessere a chi non lo desidera o, pur volendo, non riesce ad adeguarsi. Un cane-mangia-cane cementificatosi negli anni in uno stile di vita (e di morte) unico in Europa, e che difficilmente potrà essere scalfito. Basterebbe cominciare, però, e basterebbe farlo dalle piccole cose. Basterebbe cominciare a far rispettare quelle regole scritte minori, che esistono e ci sarà un motivo. Certo, hai detto niente, dopo che hai abituato i napoletani per decenni a fare quello che cazzo vogliono, anche sotto il naso di vigili e poliziotti, senza che venisse loro fatto capire quella sottile differenza tra l’illegalità e la loro fottuta arte di arrangiarsi, di cui vanno così fieri.
Piazza del Plebiscito: la piazza più grande, bella e centrale di Napoli. Vi si affacciano caserme, preture, palazzi reali, basiliche, e dietro un paio di angoli ha il municipio, il teatro San Carlo. Piazza del Plebiscito è la piazza che sta sulle copertine di tutte le guide turistiche di Napoli, su tutti i depliant, su qualsiasi stronzata riguardi questa città, perfino sui cartelloni insulsi e vergognosi che l’assessore aveva fatto mettere dentro l’aeroporto di Francoforte. Piazza del Plebiscito è la piazza dei napoletani e dei loro vecchi re. Perfino quelle chiaviche dei Savoia ne capirono la bellezza e l’importanza e venivano a sposarsi e a partorire a Piazza del Plebiscito.
Piazza del Plebiscito rappresenta Napoli. Dovrebbe essere la piazza più frequentata e sorvegliata di Napoli. Eccovela, la piazza. L’ho fotografata oggi. Provate solo a immaginare il disprezzo che provo per Napoli dopo essere passato per Piazza del Plebiscito.

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli

Piazza del Plebiscito, Napoli