Qui in Germania, e in particolare a Francoforte, vivono molti rom, ma fino a ora non ho visto un solo campo rom.
Vivono in appartamenti o villette, sono gente pittoresca, sguaiata, chiassosa e rozza come lo sono i loro parenti in Italia e in Francia, ma come lo sono anche molti italiani qui residenti. Non so se lavorino o campino sulle spalle del generosissimo welfare tedesco (ipotesi probabile, del resto lo fanno anche molti italiani), ma so che non sono percepiti come portatori di criminalità e degrado. Io stesso mi tengo alla larga dai rom nei mezzi pubblici a Napoli, mentre qui non mi curo affatto di loro.
Vedere i rom qui in Germania significa avere una prova del fatto che l’attitudine per la criminalità, per il degrado civile e per lo sfruttamento parassitario del resto della società non è ascrivibile a un intero gruppo etnico come parte del DNA. È vero invece che è ascrivibile alla sua storia, e che si risolve semplicemente creando le condizioni che impediscano al gruppo etnico di perpetuare la propria cultura dell’illegalità.
Ogni tentativo di allestire un campo rom come quelli che noi conosciamo bene, in Germania verrebbe stroncato sul nascere. Ogni tentativo di sfruttare bambini e neonati per l’accattonaggio o qualsiasi altra attività, in Germania richiamerebbe immediatamente l’intervento del famigerato Jugendamt. E ogni tentativo di vivere di criminalità incorrerebbe nella giustizia tedesca che, rispetto a quella italiana, dà molta più certezza della pena.
Stanti queste condizioni che sono uguali per tutti, mi pare che dal dopoguerra in poi in Germania non si sia mai più fatto un torto istituzionale a una persona rom in base esclusivamente alla sua appartenenza etnica, men che meno l’espulsione dal territorio nazionale. Eppure non c’è alcuna “emergenza rom”.
In Italia ci sono leggi regionali sui campi rom, ci sono leggi statali che tutelano i minori, c’è un codice penale e c’è un potere esecutivo, ma io continuo a vedere quei campi in cui, a viverci, perfino le zoccole di fogna ci rimettono la dignità, continuo a vedere zingare ai semafori per ore con neonati sedati in braccio, e continuo a vedere gli italiani che si lamentano dei crimini dei rom. Dove sia l’origine del problema è abbastanza chiaro, e rimpatriare i rom non significherebbe altro che creare un buco occupazionale nel settore del crimine che verrebbe presto colmato dalla prossima etnia della quale lamentarsi.