Un napoletano che vive in Germania viene colpito da certi eccessi di eccentricità della gente. Si tratta di un contrasto tra una cultura – quella napoletana – dove l’invadenza delle persone attua una sorta di controllo sociale su tali eccessi, e un’altra cultura – quella tedesca – dove l’abitudine di farsi i cazzi propri nega a molte persone la possibilità di rendersi conto della percezione esterna della loro eccentricità.
Molti gotici tedeschi, per esempio, vanno in giro con gonne borchiate e addobbate di catene. Una mise che un gotico napoletano oserebbe solo per concerti e serate dark, non certo per andare a fare la spesa alle quattro del pomeriggio, a meno che non desideri essere sommerso da un coro di risate e commenti derisori lungo la strada. Ma lo stesso discorso può essere applicato a certe casalinghe tedesche che si donano un tocco di giovanilità colorandosi i capelli (tutti o in parte) con tonalità che definirei accettabili per un punkabbestia di Camden Town.
Lungi da me stabilire quale attitudine sia migliore. Basti sapere solo che, tendenzialmente, sono favorevole alla più ampia libertà possibile per ogni individuo, ma al contempo sono anche parecchio insofferente al narcisismo, che in fin dei conti è l’unico vero motore dell’eccentricità eccessiva.
Mi serviva fare questo preambolo solo per arrivare a parlare del tale ignudo che ogni fine settimana fa bella mostra del suo pisello nel Central, una specie di lounge bar frocio di Francoforte. In verità non è mai completamente nudo, indossa sempre un berretto, ma dalla fronte in giù si presenta esattamente così come è venuto al mondo. Sta lì con il suo drink in mano, spalle al muro per assicurarsi che tutti possano ammirare il suo pisellino in fase quiescente. Ha le spalle incollate al muro anche quando chiacchiera con qualcuno, in una posa innaturale e esibizionista per un luogo dove il resto della gente è coperta, e nessuno sembra stupirsene. Anzi, tutti si comportano come se fosse assolutamente normale che ci sia un uomo completamente nudo che beve drink e chiacchiera in un posto che non è specificamente deputato al ritrovo di naturisti.
Me lo immagino in un locale gay napoletano. Non avrebbe pace.
Non voglio togliergliela certo io, la pace, né mi interessano i motivi per cui lui sente l’esigenza di stare nudo in un locale pieno di gente vestita (quando, per inciso, ci sono altri locali gay dove si fa precisamente quello, e in gruppo), ma per la sua nudità provo un fastidio pratico: lo noto spesso farsi una grattata di palle tra un sorso di gin tonic e una chiacchieratina, e poi continuare a usare le mani per salutare gente o toccare qualsiasi cosa.
Mai preso una nocciolina o un salatino al bancone del Central, io.

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