Eminenza reverendissima cardinale di Napoli Crescenzio Sepe, e per conoscenza sua santità B16,

la data del gay pride nazionale che si terrà a Napoli quest’anno è stata fissata per sabato 26 giugno.
Io non voglio perdermi questo pride napoletano per nulla al mondo, ma c’è un’incognita che potrebbe ostacolare la mia partecipazione.
Come già successo in occasione del pride di Genova del 2009, la data potrebbe slittare a causa di una coincidenza con processioni, celebrazioni, scioglimenti di sangue, esposizioni di reliquie, autoflagellazioni o altri riti voodoo del genere.
Abitando lontano, dovendo organizzare i miei spostamenti e le mie ferie con un certo anticipo, ed essendo un po’ complicato modificare tutto l’ambaradan in seguito, in caso di cambio di data per i suddetti motivi si aggiungerebbe una lieve nota di disappunto ai miei rapporti con la chiesa cattolica, che già sono tutt’altro che idilliaci.
Qui in Germania dove io vivo è impensabile doversi porre certi interrogativi sulla compatibilità di una manifestazione civile come il gay pride e qualche anacronistica carnevalata religiosa, ma purtroppo bisogna considerare lo status di colonia vaticana che grava sulla mia nazione di origine.
Ho controllato su Wikipedia: il 26 giugno voialtri festeggiate Josemaria Escrivá, quel matto fondatore della lobby di potere conosciuta come Opus Dei, che ha i suoi tentacoli aggrappati a parecchie posizioni di “controllo”. Siamo sicuri che non mi venga una Binetti qualsiasi a dire che una manifestazione festaiola e libertina, sì, ma pur sempre volta al riconoscimento di diritti civili, è sacrilega e blasfema nel giorno in cui si venera un fascista franchista e schizofrenico?
La prego, mi faccia sapere in tempo, ché io qui ho un volo da prenotare e ferie da richiedere.