Nell’ultimo anno le palme di Napoli sono state decimate dal punteruolo rosso.
È stata un’ecatombe botanica che ha lasciato pochissime sopravvissute tra le centinaia di palme napoletane. Colpite e ammazzate quasi tutte. Quelle di piazza Carlo III, quelle della Marina, quelle della Villa Comunale, e ovviamente quella che forse era la più amata: la palma solitaria al centro di piazza Vanvitelli. Così amata che lo scorso Natale l’hanno addobbata lo stesso con le luci, così, morta e buona, con i rami secchi e pendenti. Una cosa tristissima.
Io piazza Vanvitelli senza la palma non oso immaginarmela. L’incontro tra l’austerità dei quattro palazzi neorinascimentali e la mediterraneità della palma in quella piazza piccola e raccolta creava un colpo d’occhio raffinatissimo e molto, davvero molto napoletano.
A quanto pare, però, di metterci un’altra palma non si parla proprio, siccome il comune ha lanciato un sondaggio per la scelta del nuovo albero da piantare lì, e tra le varie opzioni non c’è alcuna palma. La canfora è in vantaggio. Io ho votato il platano, per una questione di affetto (casa mia a Napoli era su una strada piena di platani che ora non ci sono più) e perché, per quanto poco me ne intenda di questioni arboree (il pollice verde proprio non ce l’ho), mi pare che di tutti quegli alberi solo il platano cresca abbastanza da superare i palazzi in altezza.
Ah, lì c’è scritto che il sondaggio sarebbe stato chiuso venerdì 12, ma ancora accetta voti. È il sito del comune di Napoli, in fin dei conti.

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