Io concordo pienamente con quanto detto da Veronesi: la religione per come la conosciamo è l’antitesi della ragione. Sono disposto a discuterne, certo, ma ci vogliono argomenti davvero forti per riuscire a convincermi che è ragionevole una religione in cui si deve credere per dogma non solo all’assunzione fisica di un individuo in un fantomatico regno celeste, ma anche al fatto che la cosiddetta transustanziazione non è un’allegoria, come molti ingenuamente credono, ma una cosa così vera (l’ostia e il vino diventano davvero corpo e sangue di Gesù) che il Catechismo della Chiesa Cattolica deve perfino prendersi la briga di spiegare (art. 283 del Compendio) che i due prodotti alimentari in questione poi mantengono comunque inalterate le loro proprietà fisiche e organolettiche, se caso mai qualcuno dovesse chiedersi perché quell’ostia non sa di filetto.
Comunque, tralasciando il discorso vero e proprio sull’inconciliabilità di ragione e religione, delle varie reazioni alla dichiarazione di veronesi mi ha incuriosito quella dei cosiddetti Papaboys, i ragazzi del papa. Ribattono in maniera un po’ puerile, in verità, e non dicono niente di particolarmente sensato, solo che hanno stuzzicato la mia curiosità, e perciò sono andato a cercare tracce di ragione sul loro sito, ovviamente su temi che mi riguardano:

(…) slogan e frasi animalesche contro il Santo Padre che reputiamo rappresentante di Gesù su questa terra, queste cose davvero NON SI POSSONO ACCETTARE! (…) Quello che si sta perpetrando è una cosa grave ed insulsa, un vero e proprio REATO che passa davanti agli occhi di milioni di persone nel più profondo silenzio! Non escludiamo a priori di prendere e assumere ‘gravi’ iniziative a tutela della nostra religione, del Santo Padre e di tutte le persone che, tra un bacio omosessuale ed una stravaganza, hanno invece voglia di NORMALITA’, SOBRIETA’ E RISPETTO!

Questo è solo l’articolo sul gay pride del 2009, in cui si allude a presunte blasfemie senza mai riferire quali (appunto, quali?). Ora mi chiedo: a che titolo può parlare di ragione e ragionevolezza chi usa espressioni che sanno di manganello e olio di ricino come “non escludiamo a priori di prendere e assumere ‘gravi’ iniziative a tutela della nostra religione”?
Ma c’è altro. Spulciando nel loro archivio ho trovato perfino una compiaciuta intervista a un Cristiano Malgioglio stranamente pervaso di santità, a conferma di ciò che sarebbe pure banale ricordare: l’unico omosessuale accettabile per i cattolici non è quello sereno, orgoglioso, emancipato e rispettoso di sé, ma quello piegato e sottomesso, in preda ai sensi di colpa (“Mi sento in pace, però, a volte la mia coscienza è tormentata”, dice Malgioglio riguardo alla sua omosessualità) e, nel caso specifico di Malgioglio, dalla propria sessualità ridotta a una componente ridicola e macchiettistica.
Si deve intervistare una persona omosessuale e non si sceglie un Ivan Scalfarotto, una Paola Concia o chiunque altro possa offrire uno spunto di riflessione e spiegare i motivi per i quali esiste un gay pride o si lotta per il riconoscimento di diritti civili. No, si intervista uno stupido Cristiano Malgioglio, così che possa essere facile confermare che la ragione sta da una sola parte, la loro.