Avete presente quella situazione in cui la quintessenza del piacere sensuale si concentra tra lingua e palato, e ben quattro sensi su cinque si mettono in stand-by per permettere al sistema nervoso centrale di convogliare tutto il suo lavoro sul gusto?

Avete presente quando le papille gustative diventano ricettori di energie cosmiche e generano visioni mistiche di schiere di angeli che portano in trionfo la Vergine Santissima, così come è apparsa alla beata Caterina Volpicelli, mentre un’orchestra invisibile suona il Gloria di Vivaldi in tutta la sua magnificenza?

Avete presente quando vi viene da piangere per la consapevolezza di non poter perpetuare nella notte dei tempi un’esperienza corporea che, pur nella sua durata limitata, ha donato un nuovo, positivo significato alle vostre misere esistenze?

Bene.

Per la prima volta in vita mia ho assaggiato il mitico cioccolato di Modica, che un’amica mi ha portato direttamente dalla Sicilia.

Ora si pone il problema di cercare casa e lavoro a Modica.

Documentatevi. E magari fatelo anche in Siciliano, giusto per sapere che ntâ vucca quannu si sciogghi, resta l’aspettu granulusu dâ pasta travagghiata a friddu.