Il Premio della pace dell’editoria tedesca è un riconoscimento letterario internazionale che viene assegnato ogni anno qui a Francoforte, in occasione della Fiera del libro. Alla cerimonia di consegna nella Paulskirche presenziano il Presidente della Repubblica Federale e svariate altre personalità politiche, e l’evento è anche trasmesso in diretta dalla ZDF, che sarebbe il corrispettivo tedesco di Rai Due.
È considerato un po’ un piccolo Nobel locale della Germania. Tra i suoi vincitori, dal 1950 a oggi, spiccano nomi come Octavio Paz, Herman Hesse, Susan Sontag, Mario Vargas Llosa.
Quest’anno il Premio è stato conferito a Claudio Magris, primo italiano a vincerlo, perché “come nessun altro ha saputo occuparsi del problema della coesistenza e interazione di culture diverse”.
La notizia occupava la prima pagina (cartacea) culturale della Frankfurter Allgemeine di ieri, mentre, per ragioni che hanno molto a che fare con la deriva culturale in cui sta agonizzando l’Italia, non è stata cacata neanche di striscio dalle edizioni online (le uniche consultabili dal sottoscritto, ma suppongo che quelle cartacee non abbiano fatto di meglio) dei principali quotidiani italiani, concentrati invece sulle disgustose vicende della famiglia Mastella.