Gang di donne aggredisce una vigilessa.

Letto l’articolo?

Bene.

Non è la prima volta che leggo di (o assisto a) aggressioni più o meno violente a pubblici ufficiali, soprattutto vigili, a Napoli.
Dalla sfanculata alla mazziata, i vigili napoletani mi sembrano esposti più di tutti gli altri alla mancanza di rispetto, probabilmente perché rappresentano un’istituzione – la legge – che a Napoli ha un valore quasi trascurabile.
Prima deprecavo spesso la mancanza di interventismo dei vigili napoletani sulle questioni di piccola legalità, credendo che da quelle partisse l’educazione a un’indole legalitaria anche su questioni più gravi.
Ora non lo faccio più.
Questa vigilessa ha rimediato una frattura del setto nasale e venticinque giorni di prognosi solo per aver fermato tre stronze – delle quali due minorenni – in motorino senza casco. Quindi ora mi chiedo perché lei e i suoi colleghi debbano rischiare l’integrità delle loro ossa, se non addirittura altro, per fare finta di educare alla legalità una città che di legalità non vuole sentir parlare.
O, meglio, mi chiedo perché debbano esporsi in prima persona per tappare le gravi lacune della legge italiana.
Avete letto l’articolo fino in fondo?
Le due minorenni sono state affidate ai genitori, la maggiorenne ha preso 16 mesi di reclusione sospesa con la condizionale.
Quindi nessuna delle tre è stata neanche minimamente sanzionata.
Ecco.