Totentanz ha preso la sua prima multa in bicicletta, essendo passato col rosso, e non perché Totentanz si fosse messo in testa di sovvertire l’ordine teutonico delle cose, ma semplicemente perché qui così fan tutti, e lui si è adeguato all’andazzo generale di Francoforte che certamente è meno prussiana e rigorosa di Berlino, per esempio, ma soprattutto è meno trafficata e non ha poi così tanti incroci immensi e pericolosi come ci sono nella capitale.
Totentanz, quindi, in bicicletta ai semafori rossi poco trafficati ha preso l’abitudine di rallentare un po’ e procedere lasciandosi alle spalle le macchine ferme in attesa del verde. Qualcuno ogni tanto strombazza (i tedeschi adorano richiamare all’ordine), ma qui a Francoforte i ciclisti fanno un po’ quello che cazzo gli pare, e quindi Totentanz va, libero e felice.
Solo che Totentanz è uno di quei personaggi di cui a Napoli si dice che dormono con la zizza in bocca, e perciò oggi non ha proprio notato che una delle macchine che si stava lasciando alle spalle era della Polizei, col risultato di cadere un po’ dalle nuvole quando i due polizist si sono accostati, gli hanno intimato di fermarsi, sono scesi dalla macchina e hanno esordito col tono minaccioso di chi sta per dare una sonora lezione senza possibilità di mediazione.
Totentanz però, conoscendo i suoi polli, per incanto ha avuto un’amnesia folgorante, ha dimenticato in un attimo tutto il suo tedesco e replicato con uno studiatamente mortificato “I am sorry I don’t speak German”, al ché i due polizist si sono ammansiti e hanno dato il via una premurosa filippica sulla necessità di rispettare i semafori per conservare salva la pelle, fermo restando quanto segue:
– Mi dispiace, ma deve pagare la multa.
– Ah be’, dispiace anche a me. Quant’è?
– Sono venticinque euro da pagare subito.
– Non ho contanti, posso pagare con carta di credito?
(non ridete voialtri, in un paese come la Germania una cosa del genere è una possibilità che non va scartata a priori)
– No, spiacente, solo in contanti.
– Ma non ne ho!
– Allora riceverà il bollettino a casa, che tra tasse, balzelli e cavilli vari le costerà molto di più.
– Oddio, mica c’è un bancomat qui nei paraggi? (Disse guardandosi attorno senza sperare minimamente che i due polizist avessero la pazienza di aspettarlo mentre prelevava denaro)
– A quanto pare no, però c’è una Sparkasse a un paio di isolati da qui.
– E che fate, mi aspettate qui?
– La seguiamo. Ma a lei va bene la Sparkasse? Altrimenti c’è una Commerzbank più lontano.
– Va benissimo! (Disse mentendo spudoratamente, siccome delle innumerevoli banche di Francoforte la Sparkasse è l’unica ai cui bancomat deve pagare una commissione per il prelevamento, ma non volento abusare di cotanta disponibilità)
– Lei comunque è stato fortunato.
– E perchè mai?
– Perchè il verde è scattato dopo poco che lei è passato. La multa si paga in proporzione al tempo che manca alla luce verde. Avrebbe potuto pagare anche 150 euro, sa?

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