Insomma, assenteista per modo di dire, avevo firmato un contratto per una fiction di otto puntate e i contratti si rispettano.

Adoro il candore con cui Iva Zanicchi, in pratica, ammette che un posto da parlamentare è giusto una poltrona subordinata a qualsiasi altro impegno.
Quando la Zanicchi risultava eurocampionessa di assenteismo a Strasburgo, io lavoravo in Italia (o meglio: mi facevo il mazzo così da sottoccupato e per una retribuzione da fame), quindi le mie tasse di allora sono state un investimento parzialmente andato male, se consideriamo la mia partecipazione allo stipendio da europarlamentare di questa befana fancazzista che, nel frattempo, guadagnava fior di quattrini per girare la fiction che, povera lei, l’aveva vincolata contrattualmente.
Io ora vivo e pago le tasse in Germania. Ma dite un po’, voialtri rimasti in Italia cosa provate a retribuire con le vostre tasse siffatti personaggi, compreso Mastella buttato sul lastrico da una diaria di appena centonovanta euro al giorno?