Maria Luisa dice: «Non serve un presidio di 113 o 112, perché la sera che mi hanno ridotta in questo stato, c’era una volante fino a un quarto d’ora prima. Appena andata via la macchina della polizia è scattato il pestaggio, contro il mio amico e su di me».
Quindi Maria Luisa sa meglio di chiunque altro, soprattutto meglio di chi elimina ogni riferimento all’omofobia dal programma del Ministero delle pari opportunità, che l’omofobia va combattuta con segnali forti che dimostrino una precisa volontà delle istituzioni di interessarsi al problema, così che la gente si renda conto della gravità di questo genere di discriminazione.
Tanto per cominciare, uno dei tanti segnali possibili potrebbe essere il conferimento della medaglia al valore civile a Maria Luisa.
La petizione si firma qui.

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