La fidanzata giap del mio collega preferito ha voluto ricambiare ieri sera l’invito a cena di cui qui si è parlato circa un mese fa, e io ci sono andato munito di macchina fotografica e di una confezione di torroncini di San Marco dei Cavoti, che per la precisione sono gli stessi che Mastella comprava per decine di migliaia di euro per sé e per i suoi ma con i soldi dei contribuenti (ma non credo che avrei potuto spiegare facilmente alla giap che in Italia è possibile acquistare tonnellate di questi torroncini coi soldi del contributo governativo sulle testate giornalistiche dei partiti politici).
Devo dire che, paragonando le due cene (io la sfamai con scamorza molisana, prosciutto di Parma, calamarata, peperoni imbottiti e Solopaca a fiumi), la giap non mi ha semplicemente battuto: mi ha umiliato.
La cena poi si è svolta con tutti gli annessi e connessi della buona educazione del sol levante, con tanto di esercitazione iniziale sull’uso dei bastoncini, con i quali io mi ostino ad essere imbranato. Quando le è caduto un cubetto di ghiaccio a terra, per istinto mi sono teso a raccoglierlo, ma lei ha lanciato un urlo di mortificazione e si è fiondata sul cubetto di ghiaccio per impedire che l’incombenza toccasse a me (se ho capito bene, io avrei dovuto fare finta di non accorgermi dell’incidente del cubetto per non metterla in una situazione di hasu, come mi è stato recentemente spiegato da qualcuno più avvezzo di me ai codici comportamentali giapponesi). Al momento del commiato ho indugiato troppo sul manifestare il mio entusiasmo per la cena appena terminata, e il collega O. mi ha fermato dicendo: “Tu sei il più anziano, è lei che deve fare i salamelecchi per dirti quanto è contenta che tu sia venuto”.
E ora tre foto:

Gyoza

Udon

Yokan