La mia insegnante di tedesco ha in programma di passare una ventina di giorni in Italia, paese che ha visitato già molte altre volte, non più a sud di Roma, intendo, ché di tedeschi che si sono spinti oltre Firenzeromavenezia ormai ne sono rimasti pochi, così le ho detto “vai in Abruzzo”, le ho detto, che è un posto pieno di tutto, di natura, di panorami, di bellissimi borghi medievali, di cibo buono, di gente stupenda, vai in Abruzzo che insieme al Molise è la mia Lieblingsregion, la regione preferita del sottoscritto, una delle poche cose che davvero mi manca qua nella Crucconia, la possibilità di saltare in macchina e di essere in un’ora e mezza su un cucuzzolo delle Mainarde o in una valle del Sangro o tra i vicoli vecchi e bianchi di Pescocostanzo,  Sulmona, Barrea, Civitella Alfedena, vai all’Aquila, le ho detto, ché voi tedeschi non l’avete mai sentita manco nominare e ha un castello bellissimo con dentro lo scheletro di un mammut, sì, hai capito bene, e quindi io ero là là per cominciare la raccolta di tutte le informazioni per spedire la cara docente con marito e figlioletto in Abruzzo senza farle mancare niente, e mi sentivo così contento di star per fare qualcosa per un posto che adoro, ovvero creare le condizioni perché qualcun altro a sua volta lo adori e ci pensi quando ne è lontano, e già mi immaginavo la teutonica famigliola che tornava entusiasta da quell’angoletto italico di ben poca fama oltre le Alpi, e invece no, le ho scritto che i morti sono già cento e sicuramente domani saranno di più, e quindi per ora è meglio rimandare, e lei risponde che sì, ha sentito la notizia alla radio ed è dispiaciutissima, e ha pensato a me che amo così tanto quella regione e che sicuramente ora sto male e come vuoi darle torto, ché i morti so’ morti in ogni terremoto, e uno sta sempre male, se poi ci sono i bambini di mezzo non ne parliamo proprio, ma quando uno è così legato a un posto sta male il quadruplo e non riesce a concludere un bel nulla manco al lavoro per quanto ci sta male. Per i bambini, soprattutto.