1.
Mi piace pensare all’antica, e credere che un partito nasca attorno a un’idea, per sostenerla e farla vincere. Di un partito nato senza idee, e che si siede a tavolino per cercarne qualcuna che gli permetta di sopravvivere, posso solo pensare non sia un partito, ma una casamatta di disperati che vogliono solo difendere la loro posizione.

2.
Il berlusconismo non mi preoccupa più. Quello che mi preoccupa è la fine dell’antiberlusconismo. Si tratta Berlusconi come un qualsiasi avversario politico e lo si attacca per la sua incapacità di governare, non più per la sua impossibilità. Quindici anni fa c’era gente che urlava che una nazione non può essere governata da chi ha un controllo così ampio dei mezzi di informazione, oggi non lo sussurra più nessuno. Va bene, non è servito a niente urlarlo, ma il principio non è venuto meno, e dopo quindici anni io sto ancora qui a pensare che chi ha un controllo così ampio dei mezzi di informazione non può governare. Ma mi sembra di essere rimasto da solo.

3.
Chiunque, qui in Germania, si senta raccontare che qualcuno in Italia sta pubblicizzando l’idea dell’omosessualità come una malattia da cui guarire, e lo sta facendo da un palcoscenico così popolare come quello di Sanremo, inorridisce e pensa all’Iran. Voialtri italiani pensate solo alla possibilità di cantare a Sanremo della felicità di un africano che ha scoperto di poter acquisire colore e tratti caucasici, poi mi venite a fare il discorsetto sulla libertà di opinione.

4.
Klaus Zumwinkel, ex direttore delle poste tedesche, condannato in passato per frode fiscale, lascia la Germania e si trasferisce in Italia, sul lago di Garda. Quando si parla di patria morale. (via Ale)

5.
La Szene frocia di Francoforte è come quella di Napoli: tutti conoscono tutti, e quindi spettegolano di tutti, ma soprattutto hanno scopato con tutti.

6.
Ma io mi ricordo di un tempo in cui i supermercati tedeschi erano pieni zeppi di prodotti italiani. Ora trovatemi in Germania un olio di oliva italiano che non sia Bertolli, che appartiene alla Unilever, e quindi non è italiano. Gli scaffali di Rewe, TeGut e Tengelmann invece sono pieni di oli di oliva spagnoli.

7.
Oggi ho scoperto che i verbi tedeschi überreden e überzeugen non sono sinonimi come credevo. Il primo significa “convincere” nel senso di far cambiare idea, il secondo significa “convincere” nel senso di persuadere qualcuno a fare qualcosa, ma senza convincerlo che quella cosa sia giusta. E ho scoperto anche che qui in Germania io sono facilmente überzeugbar, convincibile (nella seconda accezione), perché pretendo di perseverare nell’abitudine di articolare le mie convinzioni con una dialettica estenuante, ma in una lingua che non è la mia, e quindi getto subito la spugna. Finché non apprendo finalmente un minimo di capacità di sintesi, in tedesco è possibile persuadermi a fare qualsiasi cosa. Inquietante.

8.
Esattamente metà del mio stipendio lordo se ne va in tasse, e ne sono contentissimo: torna tutto indietro sottoforma di servizi pubblici che voialtri italiani non riuscireste neanche a immaginare.

9.
Oggi a Francoforte -7 gradi. Arrivato in ufficio, ho dovuto attendere di riconquistare la mobilità delle dita prima di poter usare la tastiera.

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