Meno dodici gradi.

Le estremità delle orecchie ibernate.

Le orme dei coniglietti sulla neve.

I marciapiedi ricoperti da lastre di ghiaccio.

La S-Bahn con il riscaldamento a palla che quando esci sembra che ti abbiano teletrasportato da Acapulco a Helsinki.

Le strade vuote e i caffé affollati.

I peperoni a sei euro al chilo (ok, non dipende dal freddo, ma l’impatto è sempre traumatico).

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