Non posseggo quell’elettrodomestico e non ne conosco i criteri di censura attuali.
Però lo possedevano i miei, e ricordo che da piccolo gli stavo davanti certe sere a domandarmi, durante la visione di Porky’s, Porky’s II e Porky’s III, perché la mia attenzione fosse attirata dalle scene di nudo maschile mentre i miei coetanei (circa dodici anni) già dissertavano più o meno esplicitamente su zizze e chiappe.
Ecco, io mi ricordo che i tre Porky’s venivano replicati spesso su Italia 1, ed in prima serata. Certo Porky’s, pur con tutta la sua trivialità, era ben lontano dalla pornografia, e oggi non sarebbe percepito neanche così trasgressivo, visto che quell’elettrodomestico ha abbassato parecchio la guardia popolare sulla volgarità. Però, col senno di poi, uno stabilisce che gli avrebbe fatto molto meglio prendere coscienza della propria sessualità di fronte a qualcosa come Brokeback Mountain e non robaccia scurrile.
Il tempo passa, invece, e mentre la robaccia scurrile diventa ancora più scurrile a tutte le ore, l’omosessualità non riesce a emanciparsi dalla censura neanche quando, benchè esplicita, è tutt’altro che volgare.
Ci sono cose più gravi, siamo d’accordo, ma questa cosa da sola dovrebbe bastare a chi osa affermare che le persone omosessuali “non subiscono nessuna vera discriminazione”.
La giustificazione della Rai (“non c’è stata alcuna censura, ma una serie di casualità che ha impedito la messa in onda della versione originale”) è peggio del danno stesso e sposta il problema più a monte: a parte la scopata in tenda, resta da capire perchè nella stessa versione censurata il bacio etero sì e quello omo no.