Gomorra.
Visto al Deutsches Filmmuseum di Francoforte, dove è in corso una rassegna di film italiani.
Estremamente realista e crudo, splendidamente recitato, vale tutti i riconoscimenti che ha appena raccattato all’European Film Awards 2008 a Copenaghen.
Non facile da comprendere, però.
Sia per la lingua: un napoletano così stretto e biascicato che io stesso (napoletanofono dalla nascita e per di più di Secondigliano, quartiere dove è principalmente ambientato il film) in alcuni dialoghi ho trovato più facile seguire i sottotitoli in tedesco. Mi chiedo se nei cinema del resto d’Italia sia stato proiettato con i sottotitoli in italiano, altrimenti mi riuscirebbe difficile immaginare un pubblico trentino o bergamasco intento nella comprensione dei dialoghi.
Sia per la difficoltà di rendere chiare in circa due ore tutte le dinamiche degli affari della camorra. Credo che quasi tutto il film sia già ostico per chi non ha un po’ di dimestichezza con Napoli. In più, molti traffici della camorra qui raccontati sono di difficile comprensione anche per chi non ha letto il libro di Saviano.
Un film fondamentale comunque. Andrebbe proiettato nelle scuole di Napoli pur con tutta la sua violenza.

Caos calmo.
Semplicemente meraviglioso.