Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni

Io sono grato a Mahmoud Asgari e Ayaz Marhoni (voce su Wikipedia) per il loro sacrificio nel 2005, perché la loro impiccagione ha fatto il giro del mondo in fotografia e ha reso evidente ciò che sarebbe difficile immaginare: in nome della religione si può essere uccisi a sedici e diciotto anni perché omosessuali.
La richiesta del Vaticano all’ONU di non depenalizzare l’omosessualità lascia una sola alternativa: perseguitare. Ed è quello che la chiesa cattolica farebbe se ne avesse la stessa libertà di cui gode l’islam lì dove prevale.
Perciò non credo che da oggi si possano più avere dubbi sulle intenzioni persecutorie nascoste dietro l’omofobia cattolica (io me li sono tolti quando la conferenza episcopale del Nicaragua ha fatto pressione – con sua soddisfazione finale – sul governo locale due anni fa per non eliminare il reato di omosessualità dal codice di diritto penale).
Grazie Mahmoud, grazie Ayaz. Oggi faccio finta di mettermi anche io quel cappio al collo, e di morire un po’ insieme a voi.