Giornata dello sbattezzo

Io sono stato battezzato trentadue anni fa in una parrocchia del quartiere napoletano di Secondigliano. Dalle fotografie pervenutemi so che: gli invitati erano molti; la torta era semplice ma apparentemente molto buona; mio padre aveva ancora la barba ma era troppo giovane e non igrassato abbastanza e perciò era molto prima del periodo in cui veniva scambiato per Bud Spencer, ma sicuramente si era ancora nel suo periodo di ateismo con acrimonia (in seguito subentrerà l’ateismo con devozione alla Ferrara), quindi spicca l’espressione insofferente di fronte all’atto sacramentale a cui viene sottoposto il figlio; mia madre ventiquattrenne era favolosamente anni ´70, fatevi i tratti di una Muti dei bei tempi andati con il fascino di una BB nei suoi anni migliori, in versione mediterranea e un tantino più castigata, nel senso che mia madre a quell’età era splendida ma non aveva il carattere giusto per osare con minigonna più stivaloni inguinali, soprattutto in occasione del battesimo del suo primogenito.
Credo che l’unica persona ad aver creduto ciecamente nell’intento puramente religioso di quello spreco di risorse idriche sulla mia testa sia stata mia nonna paterna, nota devota a una sua triade di santi che nel corso degli anni è rimasta inalterata: don Bosco, don Orione e san Giuseppe Moscati. Infatti nelle foto in chiesa è l’unica che appare con le mani giunte e senza l’espressione di chi sta pensando “potevano farlo a Santa Chiara invece che in questa parrocchietta di terz’ordine, speriamo che almeno il buffet lo abbiano ordinato da Scaturchio”.
Ecco, io del mio battesimo apprezzo l’opportunita di queste foto, perché allora si fotografava con parsimonia e, benché mio padre fosse una specie di fotografo mancato, non è che io abbia tante immagini dei miei primissimi mesi di vita (di mia madre invece ce ne sono scatoloni pieni, ché mio padre, nell’ansia di immortalarla, si può dire che la vedesse più attraverso il mirino della Nikon che dal vivo).
Comunque, una trentina di anni dopo, in quella stessa parrocchia, in maniera meno cerimoniale e più formale, è arrivata una mia raccomandata con richiesta di sbattezzo.
Con lo sbattezzo non ho “cancellato” il mio battesimo, cosa che non si può fare. Ho semplicemente richiesto di annotare sul registro battesimale, a margine della registrazione del mio battesimo, la mia fuoriuscita dalla chiesa cattolica e la mia volontà di non essere conteggiato nelle statistiche sulla diffusione della religione cattolica in Italia. Questo perchè da noi non c’è un criterio ufficiale per tale genere di statistica. Mentre in Germania viene considerato cattolico solo chi paga la “tassa della chiesa”, in Italia ognuno dice la sua e fornisce dati diversi, per prima la chiesa stessa che si fa forte del numero dei battezzati viventi per dichiarare un numero di adepti di poco inferiore al cento per cento del popolo italiano.
Dice: non serve a niente.
Ed è vero, all’atto pratico non serve a un bel niente. Ma siccome, da laico, democratico, ma soprattutto laico, laico e ancora laico non sono rappresentato in parlamento, né al comune dove (ancora per poco) ho ufficialmente la residenza, né in qualsiasi altra istituzione pubblica che mi interessi, né in quotidiani o altri periodici nazionali che pure tirano a campare con contributi statali che fino all’anno scorso pagavo io col sudore della mia fronte, non ho altri mezzi per esprimere il mio dissenso (ma anche disprezzo) nei confronti della cricca teocratica che allunga i suoi tentacoli in ogni meandro della vita di questo misero paese.
È come dire: io da solo non posso fare nulla per impedirvi di azzoppare le libertà mie e altrui con la vostra asfissiante morale, ma almeno non lo farete in mio nome. E per adesso siamo quattro gatti, ma in futuro non si sa, e magari la percezione del bisogno di laicità nella politica può essere influenzata anche dall’aumento di questo tipo di dissenso.
Senza considerare che, da gay, sbattezzarsi è un atto di sommo rispetto per sé stessi e una delle migliori occasioni per riaffermare la propria dignità.
Il 25 ottobre è la giornata dello sbattezzo. Con una raccomandata si risolve tutto. Sul sito dell’UAAR ci sono istruzioni e moduli.

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