Ottobre 2003: Berliner Bank, filiale di Charlottenburg, Berlino.

– Salve, vorrei chiudere il conto.
– Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
– Ecco.
– Come vuole ritirare il saldo?
– Mi faccia un bonifico su questo conto in Italia.
– Ecco fatto. Grazie e buona giornata.
– A lei.

Luglio 2006: Barclays Bank, filiale di Hyde Park Corner, Londra.

– Salve, vorrei chiudere il conto.
– Bene, mi dia il numero del conto e un documento.
– Ecco.
– Come vuole ritirare il saldo?
– In contanti.
– Bene, passi allo sportello per ritirare i suoi soldi. Sta lasciando il paese?
– Be’, sì.
– Se vuole può lasciarci il suo nuovo indirizzo per eventuali comunicazioni.
– Ecco.
– È tutto, grazie e buona giornata.
– A lei.

Agosto 2008: Banca Popolare di Bari, filiale di Secondigliano, Napoli.

– Salve, vorrei chiudere il conto.
– Uh gesù, e perché?
– Perché ne ho aperto un altro dove vivo e non voglio tenerne due.
– E perché no?
– Perché il vostro conto non è gratuito e non ho motivo per tenerlo.
– Uhm… Dammi il numero del conto.
– Ecco.
Sei correntista da quattordici anni. È un peccato.
– Perché? C’è un premio fedeltà al quindicesimo anno?
– (ride) No no, è che sei un correntista affezionato.
– Veramente io ero correntista del Banco di Napoli, poi hanno venduto questa filiale… Comunque mi versi il saldo su questo conto qui.
Fammi vedere.. D.. E.. ma non è un conto italiano!
– Embe’? È un conto tedesco.
– Ah, e allora no, non lo possiamo fare.
– E perchè?
– Non lo so, so solo che non lo possiamo fare.
– Guardi che la Germania sta nell’area unica dei pagamenti in euro. Per questo c’è l’IBAN.
– Giovano’, mi vuoi insegnare il mio lavoro?
– Lo ha detto lei, di non sapere perché non può fare un bonifico all’estero. Mica io.
– Non possiamo farlo insieme alla chiusura del conto.
– Posso parlare con il direttore?
Aspetta, ci parlo io (si alza e scompare dietro una porta)

– (torna con un caffè in monouso) Allora, in via del tutto eccezionale, te lo facciamo.
– (tralasciando la possibilità di innescare una polemica sull’abitudine napoletana di non riconoscere mai l’infondatezza di una propria affermazione, neanche di fronte allo sbugiardamento più evidente, ma di camuffarla dichiarando di accondiscendere “in via del tutto eccezionale”) Quanto tempo ci vuole per avere i soldi sull’altro conto?
– Eh, dipende. Io oggi faccio la richiesta di chiusura del conto. Domani o dopodomani, se non ci sono problemi, te lo chiudiamo, poi devi aspettare quattro o cinque giorni per avere i soldi. Dammi un numero di telefono, caso mai ti avvisiamo.
– Zero zero quattro nove uno sette…
– Che numero strano, che è?
– È un numero di cellulare. È tedesco.
– Eh, e allora è inutile, quelle non ti chiamano in Germania.
– Quelle chi?
– Le signorine del call center.
– Allora le do il numero di casa dei miei.
– Stanno a Napoli?
– Purtroppo per loro, sì.
– E tu stai in Germania, lontano dalla famiglia? Poveri genitori.
– Stia tranquillo, i miei genitori preferiscono sapermi in un posto dove posso chiudere un conto in banca e avere indietro i miei soldi in cinque minuti e non in una settimana.
– (ride)
– (pensa che c’è poco da ridere)
– Allora, la banca è De.. Deu.. Tzs.. tzsksch… Come si pronuncia?
– Doicce Banc.
– Ah sì, la conosco. Sta a Casoria.
– Be’ sì, ogni tanto queste piccole banche locali tedesche riescono ad aprire qualche filiale nelle grandi potenze economiche come la nostra.
– Ecco fatto, allora se decidi di tornare a Napoli riapri il conto da noi, mi raccomando.
– (soffocando la risposta d’istinto “manco morto”) Sicuramente. Arrivederci.
Ciao bello.