Francoforte mi ha accolto con la condizione climatica più fastidiosa che poteva offrire: afa, nuvole e quella pioggerellina sottile che invece di rinfrescare fa solo salire dal suolo l’odore dell’asfalto.
Be’, ci sarebbe il nuovo ufficio, che è bello, spazioso, modernissimo, confortevole e con una vista mozzafiato: dal quindicesimo piano mi godo a est il Meno che scorre verso Mainz, una tipica kleingartenverein e uno splendido raccordo autostradale (una mia fisima: un panorama suburbano è perfetto se corredato da un’autostrada, e devo ammettere che c’è gente che mi guarda strano quando dico che a Berlino volevo abitare nell’estremo ovest di Charlottenburg e affacciare sull’anello autostradale), mentre a sud mi rifaccio gli occhi con un panorama incantevole della Foresta di Francoforte sorvolata a bassa quota dagli aerei in atterraggio, e non vorrei dire una stronzata, ma quei grattacieli lì all’orizzonte potrebbero essere Darmstadt.
Ovviamente c’è sempre un disagio a rovinare tutto. Siccome il trasloco è avvenuto durante le mie ferie, non ho potuto scegliere la scrivania, e mi è stata lasciata la peggiore: di spalle al capo. Così, mentre io mi godo la Foresta di Francoforte, lui si gode un perfetto controllo visivo del mio monitor.
Cazzeggiamenti in rete ridotti al minimo indispensabile, quindi.
Cioè mentre lui è al cesso.
Poi torno con qualcosa da dire sulla mia vacanza a Napoli. Ho bisogno di organizzare le idee, ché ora come ora ho in mente solo un miscuglio di espressioni da sparare fuori a raffica e a casaccio. Tutto ciò che riesco a dire adesso è che ho trovato in tasca lo scontrino della pasticceria dei Quartieri Spagnoli dove ho concluso felicemente la mia disperata ricerca di un babbà dopo essermi imbattuto in svariate serrande calate per ferie: “Dolci Momenti S.n.c.”, vico D’Afflitto 38, Napoli. Il babbà era buonissimo e non costava un cacchio, solo cinquanta centesimi. Ok, il babbà era mignon, ma al prezzo di una pastarella artigianale di Francoforte avrei potuto comprarne quattro. Chi era con me in quel momento mi ha detto che mentre addentavo il babbà sembravo un bambino felice.