In un paese in cui i governanti fanno il cabaret, le soubrette fanno politica, le show girl vengono interpellate sulla questione palestinese, i vescovi gestiscono la sanità e la ricerca scientifica, i comunisti partecipano ai reality show con compensi ultramilionari… Insomma, in questo marasma confuso di ruoli, gli unici che potevano fare una piccola differenza dicono: gli atleti facciano gli atleti.
E li facciano, gli atleti, per carità. Qui nessuno pretende di dettare un’agenda politica a un canottiere o a un nuotatore. Neanche ce lo vedo un Rosolino qualsiasi ad avere un’opinione che non sia sulla crema antirughe al caviale che ultimamente va decantando nelle interviste.
Ma io, personalmente, quest’anno farò il tifo solo per Imke Duplitzer.

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