Qui la prima puntata, qui la seconda e qui la terza.

Il grande supermercato sotto il mio ufficio, che appartiene alla catena REWE, è stato nominato supermarket tedesco dell’anno da non so quale commissione. Le cassiere sono elettrizzate, e per una settimana alla cassa hanno regalato il numero della Bild con un pomposo articolo sul loro trionfo.
Peccato però: io perderò a breve il piacere di fare questo popo’ di spesa premium dopo il lavoro, perché il mio ufficio si trasferisce tra un mese nel quartiere di Niederrad, una specie di centro direzionale nella zona sud ovest della città. I miei colleghi tedeschi sono al settimo cielo perchè lì ci sono un Lidl e un Aldi giganteschi, nei quali potranno adeguarsi alla totale mancanza di attenzione per la qualità del cibo che caratterizza i loro connazionali.
Fatta l’esperienza con la roba che vendono, e preso atto delle dovute eccezioni, io metterò piede di nuovo da Lidl e Aldi soltanto il giorno in cui saranno le uniche due possibilità di approvvigionamento di viveri sulla faccia della terra. Nel frattempo, non avendo ancora assunto nuovi e insostenibili bisogni come l’aquisto di una X Box, l’abbonamento a Sky, le rate dell’iPhone, il bollo del SUV, posso permettermi il piacere di investire a cuor leggero in cibo non dico di lusso, ma che almeno non ostenti con disinvoltura il contenuto di grassi idrogenati, olio di colza (che qua in Germania scorre a fiumi) e additivi degni del Premio Strega Bacheca alla creatività nella ricerca farmaceutica.
Ma veniamo alla spesa.
Mozzarelle e prodotti artigianali a parte, l’unico prodotto industriale italiano veramente difficile da trovare qui in Germania sono i biscotti per la colazione. Se ne trova qualche confezione nei negozi di alimentari italiani, ma sono carissimi e l’assortimento è quello che è. Il biscotto in Germania è inteso alla stregua di un pasticcino, e il suo compito è quello di accompagnare il te o di essere offerto agli ospiti. Manca qui la sacrosanta cultura del frollino gigante da inzuppare nel tazzone di caffellatte caldo a colazione (per tale uso ho ripiegato sugli inglesissimi McVitie’s, che neanche sono di facile reperibilità). In compenso, agli amanti di delicatezze da mignolo eretto tipo Ore Liete farà gola sapere che qui è disponibile un’assortimento molto più vasto e invitante dei buonissimi biscottini della Bahlsen.
Alcuni dei seguenti prodotti sono stati fotografati personalmente dal sottoscritto nel suo supermercato preferito, non avendo trovato in rete delle immagini decenti. Spero si apprezzi ciò che il titolare di questo blog fa per la sua adorata utenza: girare come un coglione tra gli scaffali fotografando salsicce e scatolame.

Wetzel Oblaten
L’oblate è una specie di waffel alle mandorle, sottile come un’ostia, rotondo e discretamente grande, quasi quanto un vecchio quarantacinque giri. È tipico della città ceca di Karlovy Vary (in tedesco Karlsbad), che fa parte della regione dei monti Sudeti e che fino ai primi anni del secondo dopoguerra è stata di lingua tedesca. Quindi non ci formalizziamo sulla cartina politica dell’Europa moderna e consideriamo gli oblate una delicatezza tipica del Sacro Romano Impero della Nazione Germanica. Del resto abbondano sugli scaffali dei supermercati di qualsiasi angolo della Crucconia.
La Wetzel li produce semplici, ma anche in versione cioccolatosa, ovvero due oblate con in mezzo uno strato così di crema al cioccolato. Inutile dire che sono una goduria indescrivibile e uno degli svariati motivi che rendono interessante la vita in Germania.

Stockmeyer Teewurst
Il wurst, nelle sue infinite varietà, per gli italiani è l’oggetto strano per eccellenza della gastronomia tedesca. Un po’ come le lumache in quella francese e il cane in quella coreana. Non tutti i wurst strani però sono disgustosi quanto, per esempio, il blutwurst che è a base di sangue rappreso. Il teewurst di maiale è buono ed è così grasso, ma così grasso che è spalmabile. Infatti si mangia spalmato, e spalmato su una fetta tostata di pane di segale è roba da leccarsi i baffi.

Thomy Meerrettich
Eccola qua, la tanto attesa cremina di rafano che i tedeschi adorano spalmare su carni grigliate e pesce. Non so di cosa sappia, non so che odore abbia, non ne conosco la consistenza. Per me una cosa che si descrive tecnicamente come “crema di rafano” non è commestibile. Punto.

Dr. Oetker Götterspeise
La gelatina animale è un prodotto ottenuto per estrazione in soluzione acquosa a caldo dai tessuti connettivi animali dopo una idrolisi acida o alcalina. E non lo dico io. Lo dice Wikipedia qui.
In Italia ci si prende per il culo e la si camuffa nella pannacotta e nelle marmellate, o se ne usa giusto un velo sulle crostate di frutta per non far ossidare le fettine di mela.
Qui in Germania la si dà ai bambini da mangiare a cucchiaiate. Ma non solo a loro. Il mio capo ne va matto, la prende sempre giù in mensa.
Quella della Dr. Oetker è la più famosa ed è disponibile rossa (ai lamponi) o la sacrosanta e onnipresente götterspeise verde (all’asperula!!!).

Ritter Sport
Il quale – è ovvio – si trova in tutto il mondo. Ma siccome qui siamo nelle lande che gli hanno dato i natali, è logico che i tedeschi vengano graziati di alcune varietà che non sono commercializzate all’estero: marzapane, rum-uvetta-nocciole, arancia rossa e yogurt, limone e yogurt.
A me la cioccolata alla frutta non piace. I primi due invece sono superlativi. Di quello al marzapane però si mangia poco alla volta, perché il disgusto incombe, per non parlare della glicemia, e per stendere un velo pietoso sul lardo, siccome il marzapane è più calorico di tanti altri prodotti su cui grava la fama di roba grassissima.

Spreewaldhof Gewürzgurken
I cetriolini dello Spreewald che hanno goduto di una notevole spinta pubblicitaria grazie al film Good Bye Lenin. Questa è la versione “gewürz”, ovvero sono sotto aceto e aromatizzati con semi di senape, cipolla, aneto pepe e svariate altre erbe. Sono croccanti e si sgranocchiano come spuntino. In genere io sciacquo i sottaceti perché non mi piace il sapore dell’aceto, questi invece li mangio così come sono.

Zentis Marzipankartoffeln
Palline di marzapane a forma di patate novelle. Hanno un posto di rilievo nella mania del marzapane che caratterizza l’industria dolciaria tedesca. Per intenderci: qui le panetterie vendono i croissant al marzapane (e sono buonissimi), e ogni festività ha il suo dolce di marzapane.
In fondo li capisco: il marzapane è molto buono, se si ha la forza di ridurne le dosi e limitarsi a piccoli assaggi perché, come già scritto più sopra, dopo un po’ disgusta e in più è una bomba calorica al cui confronto la stessa Nutella appare come una roba leggera leggera.
Resta inoltre da chiarire il motivo per cui il marzapane, che è un prodotto tipico siciliano, qui in Germania è onnipresente e di reperibilità molto più facile che in Italia.