In fin dei conti, fare la spesa in Germania per me è più appagante che farla in Italia, perché giù a Napoli mi mancano tanti prodotti tedeschi, mentre qui a Francoforte è disponibile la produzione alimentare italiana quasi al completo.
Certo, ci sono giorni che ucciderei per una provola di Sorrento, per una mela annurca, per una cipolla di Tropea, per una mozzarella di Battipaglia e per altre robine che qui non sono mai arrivate. L’altro giorno mi sono ritrovato ad agognare disperatamente perfino un torroncino di Benevento, di quelli che Mastella aveva ordinato a quintali facendone gravare la spesa (quattordicimila euro) sul bilancio del quotidiano del suo partito finanziato con le tasse degli italiani. Tutto sommato, però, osservando gli scaffali di un qualsiasi supermercato tedesco possiamo ben affermare di aver colonizzato e civilizzato gastronomicamente la Germania, e che si riescono ad evitare i tracolli di depressione da nostalgia alimentare con un po’ di spirito di adattamento, perché sono davvero pochi i prodotti italiani che qui non si trovano.
Ecco, quindi, la terza parte della serie dedicata ai prodotti tedeschi introvabili in Italia. Qui la prima parte, qui la seconda.

Ferrero Küsschen
I Küsschen, che in tedesco significa “bacetti”, sono la cosa più semplice che esista: cioccolatini al latte con al centro una nocciola intera. Io, che considero l’incontro del cioccolato al latte con le nocciole intere il coniugio gastronomico più arrapante che esista, ovviamente ne vado matto. Sulle ragioni della mancata commercializzazione dei Küsschen in altri paesi europei posso solo ipotizzare che la loro stessa semplicità non li farebbe diffondere come si deve, mentre in Germania campano di fama come fanno da noi i Grifo Perugina. Oppure che alla Ferrero non hanno molta voglia di trovare un nome commerciale adatto ai paesi non germanofoni.

Bifi Carazza
Parente stretto del Bifi Roll di cui si è parlato nella prima puntata. Spacciato per pizza snack, è un involucro di pane che racchiude una fetta di salame e una di formaggio, e il tutto dovrebbe sapere di pizza. Dovevano saperlo, gli antichi pizzaioli della tradizione napoletana, che “pizza” sarebbe diventata la parola magica con cui commercializzare qualsiasi porcheria.

Mezzo Mix
È prodotto dalla Coca Cola Company, quindi fa parte della famiglia di Coca Cola, Fanta e Sprite.
Come per le bibite sue sorelle, ne esiste anche la versione Zero.
Ma perché solo in Germania?
Perché il Mezzo Mix è la versione commerciale dello spezi, una specie di cocktail molto gradito ai tedeschi e che è preparato semplicemente con 50% di Coca Cola e 50% di Fanta. In pratica è una Coca Cola all’arancia.
prima ne esisteva anche la versione al limone, poi ritirata dal mercato per non intralciare il lancio della Coca Cola al limone, che è praticamente la stessa cosa.
I tedeschi lo bevono a litri. Io mai bevuto. Neanche lo spezi “artigianale”. Prima o poi però lo provo. In versione Zero, ovviamente, ché da queste parti si temono più le calorie che le fonti di fenilalanina.

Bürger Maultaschen
Ecco una cosa che mi piace tanto: i maultaschen. Sono tipicamente svevi ma si trovano in tutta la Germania, e non sono altro che ravioloni giganteschi, imbottiti di carne di maiale, spinaci e mollica di pane. Si fanno bollire per qualche minuto, poi si tagliano a fette e si fanno saltare in padella con burro, cipolla e formaggio. Sono pesantissimi, non si pensi minimamente di fare il bis dopo una porzione normale se si vogliono mantenere rapporti di convivenza civile con il proprio fegato. Reperibili anche in versione vegetariana e bio.

Werther’s Original
Le Werther’s sono le progenitrici delle Alpenliebe, che qui in Germania non esistono, né troverebbero mercato da sottrarre a queste qui che sono un’istituzione tra le caramelle germaniche. Più grandi, più buone, più nemiche del fegato, a giudicare dall’elenco degli ingredienti che riporta tutta una serie di schifezze indicibili, compreso l’olio di palma.
Ma una volta tanto ci si può far fuori un pacchetto, via.
Il giorno dopo però solo te verde per purificarsi e sbarazzarsi della sensazione di aver avvelenato il proprio corpo.
Ne esiste anche la versione al mu, che a me piace di più.

Müllermilch
Il Müllermilch della Müller è il trionfo della chimica applicata all’alimentazione: è latte aromatizzato con tutto tranne che con il prodotto naturale che vanta. Però è una goduria.
Il mio preferito, fino a qualche tempo fa, era quello al sapore di pistacchio e cocco, finchè non hanno cominciato a vendere quello al caramello.
Datemi un’autocisterna di Müllermilch al caramello, e vi faccio vedere come ci attacco una bocchetta dei pompieri e me la scolo tutta in mezz’ora.

Dr. Oetker Pizza Ciabatone
Ho chiesto un po’ in giro se la parola “ciabatone” suona italiana e la risposta è stata sì, suona italianissima. Complice soprattutto il suffisso -one, suppongo.
La pizza ciabatone, con sopra formaggio pessimo e salame grassissimo è in realtà la meno orripilante di una serie di pizze surgelate della Dr. Oetker (che sarebbe la stessa azienda che da noi vende col marchio Cameo), come la pizza pasta, una pizza ricoperta di farfalloni bianchi e verdi, oppure il terrore dei napoletani intransigenti: la pizza hawaii, con l’ananas sopra.

Onken Fruchtquark
Ok, il quark si trova anche in Italia. Per chi non lo sapesse, è quel formaggio spalmabile tedesco che è una via di mezzo tra una ricotta e uno yogurt, solo che i tedeschi non lo mangiano spalmato sul pane (fa abbastanza schifo in questo modo) ma lo usano come base per la preparazione di altra roba. Il quark semplice e quello alle erbe mi provocano apprezzabili conati di vomito, mentre quello dolce alla frutta o alla vaniglia della Onken, che in Italia non c’è, mi manda in estasi. Si trova anche biologico, senza aromi artificiali, ma non ha molto sapore, quindi una volta ogni tanto, visto che il pulsantino del buon umore a volte si trasferisce in prossimità del palato, ci si rassegna a buttare giù una manciata di composti chimici e espettorato di scarafaggio.

Maggi Soße zu Braten
La polverina magica che ogni massaia tedesca ha in casa, serve per preparare le salsine per gli arrosti e appartiene alla stessa famiglia della polverina per il gulasch di cui parlava Kartch commentando la seconda puntata, che comprende anche innumerevoli altri tipi di polverine. Incredibilmente lunghi e variopinti sono nei supermercati gli scaffali delle salsine liofilizzate Maggi.
Un brasato non sarà mai un vero brasato tedesco se non sarà accompagnato dalla Soße zu Braten della Maggi. Applicandoci un po’ di fantasia italiana, qui in casa mia è stata sperimentata sulle polpette con un discreto successo, e ha decisamente trionfato anche su prodotti vegetariani come tofu alla piastra, polpette di melanzane e hamburger vegetali.
E voi casalinghe italiane ancora lì a raccogliere il sugo di cottura del roast beef.

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