Ci risiamo. Erano anni che non prendevo tra le mani un romanzo nel cui inglese originale vengono usati slang giovanili o dialetti.
Per la resa italiana, siccome in fatto di gergo giovanile l’Italia non è mai stata omogenea, il traduttore sceglie sempre di riferirsi al nord Italia o, al limite, a Roma. Il risultato è che a volte a me, napoletanofono dalla nascita, suonerebbe più familiare la versione originale in inglese che quella tradotta in italiano.
Solo una decina di pagine, e Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer mi ha già centrifugato le palle con quel ricorrere del verbo sfagiolare.
Datemi l’edizione originale.

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