“Ah, vedo che lei è italiano. Com’è fortunato!”, dice a Kartch l’impiegato della biblioteca di Berlino.
Ora bisogna sapere che qui in Germania si parla dei problemi italiani molto più frequentemente che negli altri paesi. Riguardo all’Italia, sulle prime pagine dei giornali tedeschi sono finiti delitti di camorra, politici corrotti, montagne di immondizia napoletana, roghi di campi rom, l’economia a picco, la diossina nelle mozzarelle, ogni buffonata berlusconiana e tutte le magagne italiane per cui io provo vergogna.
Ci sono poi dei giornali che ci vanno giù pesante, quando si tratta di sottolineare che l’italia è un paese di merda, come la Bild, che sarà anche il corrispettivo tedesco di Cronaca Vera ma è pur sempre il quotidiano più diffuso in Germania.
Va ricordato anche che i tedeschi hanno avuto la loro prima esperienza casalinga di carneficina mafiosa, con le pallottole della ‘Ndrangheta arrivate fino a Duisburg.
Hanno smesso pure di venirci, in Italia. Loro sono oculatissimi e il mediterraneo ora se lo godono su ben più economiche spiagge spagnole, croate, greche e turche, perchè chi lavora nel turismo italiano stenta a capire che il nostro paese, da quando esistono i voli a basso costo, non ha più il privilegio di potersi imporre ai tedeschi come unica soluzione balneare a portata di mano.
Tuttavia i tedeschi continuano a pensare all’Italia come a un paese da sogno, un posto dove loro passerebbero volentieri il resto della loro vita. Lo immaginano come un paradiso terrestre, ecco.
E l’opinione si estende anche alle persone, perché sì, l’idea che hanno di noi italiani è quella di un popolo fatto di persone svogliate, sempliciotte e caotiche, ma poi alla fine viene sempre fuori un’ammirazione con anche una punta di invidia (e questo nonostante gli immigrati storici italiani in Germania che – oh, bisogna proprio dirlo – dell’Italia danno l’immagine di un paese di cavernicoli). Invidia per cosa, sinceramente non lo so, o posso provare a immaginarlo, ma che altro può esserci dietro un “Ah, vedo che lei è italiano. Com’è fortunato!” se non una punta di invidia bonaria?
Anche io mi becco i miei continui “come sei fortunato a essere italiano” qui a Francoforte (talmente fortunato che me ne sono fuggito, aggiungo sempre io mentalmente). L’ultima è stata una signora con cui ho scambiato due chiacchiere sabato pomeriggio all’Ostpark: “voi italiani siete gli europei migliori”. Alla faccia.
Ecco, volevo solo arrivare a dire che tutta questa ammirazione è il riflesso di un potenziale che l’Italia cova dentro di sé, ma che sta lasciando miserabilmente spegnere. Questo amore per l’Italia e per gli italiani di certo non si alimenta da solo, e prima o poi cederà il posto al disinteresse. Ma vallo a spiegare a chi crede che se ne possa campare di rendita in eterno.
In Germania oggi è il momento della Spagna. Non si contano gli eventi culturali legati alla Spagna, si è impennato il turismo tedesco verso la penisola iberica, lo spagnolo è diventato una lingua studiatissima. Impossibile negare che questo sia anche merito dell’immagine di paese moderno, progressista e ambizioso che la Spagna sta proiettando al di qua dei Pirenei.
Ha rubato già molto terreno all’Italia, la Spagna, nel campo dell’affetto storico che i tedeschi hanno per i paesi sudeuropei. Ho il timore che a furia di regresso culturale, dimostrazioni di razzismo, disprezzo per il proprio territorio, l’Italia finirà per lasciarglielo arraffare tutto.
I tedeschi sono testardi, e continuano a ricordarmi quanto sono fortunato a essere italiano. Ma ogni volta che lo fanno, io mi chiedo quanto durerà ancora.