Prendo la notizia così come l’ho trovata sulla Repubblica, sperando che non sia alterata: se lo vorranno, i lavoratori con contratti di durata superiore a dieci settimane potranno lavorare fino a sessanta ore a settimana.

Dieci settimane sono poco più di tre mesi, quindi la cosa riguarda qualsiasi interinale ricattabile. Se lo vorrà, l’operaio interinale, per esempio, potrà rinunciare completamente alla sua vita privata e trasferirsi con una branda in un cantuccio in fabbrica, come gli operai cinesi, i quali – ne sono certo – pure lo vogliono, anzi bramano dal desiderio di annullarsi per il lavoro, di essere solo lavoro.

Il problema è che io a Napoli conosco molta gente che, pur non volendo, non può fare altro che piegarsi all’estorsione di tutto lo straordinario possibile, perchè si è già ricattabili con contratti ben più duraturi di dieci settimane.
Anzi, diciamo la verità: in Italia qualsiasi contratto atipico è un potenziale strumento di ricatto.
A Napoli è un sicuro strumento di ricatto.

Basta solo tenere conto del fatto che la volontà di un precario è un dettaglio trascurabile, e quella notizia assume un tono sinistro.

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