Semplicemente amore!, è lo slogan del CSD, il gay pride di Berlino, che si terrà tra il 28 giugno. E mentre noialtri con passaporto italico ci amareggiamo per le manganellate nelle reni della nostra dignità da parte della questura romana pontificia, che nega la piazza in favore di un evento minore, al chiuso e privato, le favolose recchie berlinesi invece quest’anno abbandonano lo storico percorso e se ne regalano uno ancora più centrale e ancora più visibile (occhio al link: è un pdf).
Fino all’anno scorso si poteva affermare che il corteo del CSD, dalla caduta del muro in poi, fosse l’unica cosa ad essere sopravvissuta dai tempi della cortina di ferro, visto che riguardava esclusivamente la parte ovest della città. Partiva dalla Ku’damm, all’altezza di Uhlandstrasse, e via per la Tauentzienstrasse, la sacrosanta Nollendorfplatz, la Potzdamer Platz, la Porta di Brandeburgo, per poi volgere di nuovo verso ovest, lungo la Strasse des 17. Juni, e concludersi sotto la Siegessäule.
Per il 2008 è stato rivoluzionato.
Partirà da Alexanderplatz, in piena ex Berlino Est, e subito si immetterà su Unter den Linden, il largo e lungo viale prussiano dal quale Hitler fece eliminare i tigli centrali per renderlo congeniale alle sue parate militari (I tigli sono stati piantati di nuovo, sono cresciuti e hanno reso Unter den Linden nuovamente congeniale a ben altro tipo di parate, come il CSD). Poi girerà per la Potzdamer Platz e da lì riprenderà il vecchio percorso all’inverso, fino a An der Urania, dove svolterà verso nord e si dirigerà alla volta della Siegessäule.
Doverosa la curva del percorso per farlo passare per la Nollendorfplatz a Schöneberg, quartiere storicamente gay (nonché, aggiungo, luogo natale di un pezzo grosso dell’olimpo delle icone gay: la Dietrich, ivi sepolta).
Un dubbio ce l’ho: perchè non hanno studiato un percorso che passasse davanti all’imprescindibile Porta di Brandeburgo? Forse ci sono i lavori della U55, la nuova linea della metro? O hanno anche lì una questura frantumacoglioni? Qualche berlinese lettore di questo blog batta un colpo.
Ricordo che ogni anno, a Berlino, c’è anche un secondo gay pride nel quartiere di Kreuzberg, meno festaiolo, più politicizzato, più transgender e soprattutto molto polemicamente in antagonismo con il primo che viene accusato di essere solo cibo per gli sponsor oltre che una riedizione in chiave frocia della defunta (e poco compianta) Love Parade.
Insomma, loro hanno due gay pride nello stesso giorno e nella stessa città, e noi ancora a scrivere al Presidente della Repubblica che non ce lo fanno fare in santa pace.
Da notare la seguente differenza: a Roma il gay pride viene criticato da fascisti, preti e puttane approdate ai ministeri, che ne colpevolizzano le trans per l’aspetto festaiolo; a Berlino l’aspetto festaiolo viene criticato dalle trans che si organizzano un pride tutto loro focalizzando l’ambaradàn sulle rivendicazioni politiche.
Credo comunque che se la comunità gay berlinese avesse lo stesso osteggiamento delle istituzioni che è toccato a quella di Roma, il loro CSD si trasformerebbe in un episodio di guerriglia urbana. Ma potrei elencare anche un’altra decina di città europee dove le gravissime affermazioni di un’omologa della Carfagna e le pretestuose motivazioni della questura potrebbero trasformare un gay pride in una rivolta popolare.

Per quanto riguarda Francoforte, so che domani si terrà una specie di strassenfest nel cosiddetto triangolo delle bermuda gay, alle spalle di Konstablerwache, ovvero tre stradine incrociate che pretendono di costituire il quartiere gay, la Soho francofortese. Il gay pride vero e proprio si terrà a metà luglio. Ma io proverò a fare un salto a Berlino.