Francoforte, così come Berlino e Londra, con l’arrivo della bella stagione si riempie di coglioni e coglione che girano per la città a piedi nudi.
Poi si siedono in metropolitana, accavallano le gambe ed è tutto un bel mostrare piante di piedi nere come l’asfalto che hanno calpestato.
Voialtri chiamatelo pure “riscoprire il contatto con la terra”. Io lo chiamo “esibizionismo strumentale a nulla”, se non al proprio ego e a costo di calpestare piscio di cane, chiazze di sporcizia non ben definita, cocci di bottiglia, vomito di ubriaco.
Si è al centro di una metropoli, per dio, non in una radura della Val Pusteria.
Ho pensato al motivo per cui non ho mai visto a Napoli una cosa del genere e l’ho trovato subito: su un marciapiede napoletano non si riuscirebbe a percorrere neanche dieci metri a piedi nudi senza essere annichiliti e umiliati da un coro di risate e scherno dei passanti di qualunque età.
Se non per altro, la cosiddetta spontaneità napoletana, che qualcuno di mia conoscenza ha meglio definito come ‘a sfaccimma d’a cunferenza, torna utile per tenere a bada certi esibizionismi e limitarli entro un grado meno demenziale di eccentricità.