A Napoli bisogna guardare a terra anche sui marciapiedi delle zone più curate, se si vuole evitare di calpestare uno stronzo canino e portarsene residui dentro casa (magari cercando di liberarsene sugli spigoli degli scalini dell’androne del palazzo, con grave e plateale disappunto di chi dovrà pulirli).
Tuttavia, pur venendo da un posto in cui lo slalom fecale caratterizza qualsiasi spostamento a piedi, non è tanto facile fare caso all’assenza di questo problema in altri luoghi, trattandosi di un dramma che noti solo quando ci vai a finire dentro.
Da napoletano, se calpesti una merda, imprechi, cerchi lo spigolo del marciapiede o un’aiuola erbosa e prosegui verso destinazione sperando che nel frattempo il composto si secchi e si separi spontaneamente dalla suola, o che almeno esaurisca la sua carica mefitica. Se invece la individui in tempo e la eviti, il problema non esiste.
Un tedesco non so quale reazione possa avere se calpesta una merda. Certamente negativa, ci mancherebbe. Oggi però ho imparato che un tedesco deve reagire in qualche modo anche al solo vederla, la merda sul marciapiede.

Guter Wille

Ed è un messaggio con destinatario certo, anche se ignoto, non esistendo in Germania il problema del randagismo. La buona volontà sposta i cumuli (non saprei come altro tradurlo).

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