Vorrei dire la mia sulla foga antisindacalista di Montezemolo e aggiungere un paio di dati, visto che vanto una passata esperienza di lavoro da operaio in una delle più grandi aziende di Napoli e provincia, se non la più grande dopo la Fiat di Pomigliano. Con ordine.

  • I sindacalisti sono dei parassiti. Su questo non ci piove. Soprattutto sono totalmente inerti per il cosiddetto leasing staff, lavoratori interinali o assunti a tempo determinato. Per niente vigili sulle tutele più o meno grandi degli operai. E come parassiti sono percepiti dagli operai.
  • Gli operai hanno un atteggiamento di gratitudine verso l’azienda che gli dà da lavorare, soprattutto in un posto – Napoli – dove ogni lavoro che non sia a nero, sfiancante e sottopagato è considerato una sorta di miracolo. Questa gratitudine però si adagia come due fette di prosciutto sui loro occhi e non gli consente essere pienamente consapevoli delle decine di soprusi a cui sono sottoposti, come la dotazione antinfortunio – e qui parlo solo in riguardo alla mia esperienza – insufficiente, inutile e non conforme alla legge.
  • La maggior parte di loro ha perso qualsiasi interesse per la politica. Sia quelli anziani, sia quelli giovani. L’opinione generale è che un voto vale l’altro. Se vanno a votare, votano la persona che gli è stata consigliata da parenti o amici, indipendentemente dal partito, e lo fanno senza alcuna consapevolezza di star partecipando al governo del paese. Lo fanno semplicemente perché non gli costa niente. Due minoranze invece sono ugualmente divise tra berlusconiani e comunisti. I primi nutrono un senso di stima verso l’imprenditore Berlusconi che dà da lavorare a tanta gente, i secondi perpetuano vecchie tradizioni di famiglia che seguono logiche più da tifo calcistico che da passione politica, e magari in quest’ultima tornata non hanno votato la Sinistra Arcobaleno solo perché non hanno visto la falce e il martello nel simbolo.