Quando penso a Magdi “Cristiano” Allam mi viene in mente un modo di dire napoletano: stévemo scarse a chiàveche.
Vale a dire ironicamente: tale era il bisogno di cloache che ce le hanno mandate dal Nord Africa.
Eravamo scarsi di cloache d’Egitto. Ora non più.
Oggi, nel suo “forum libero e civile” su Corriere.it, dà risalto all’intervento farneticante e parecchio confuso (qui prima parte, qui seconda) di tale Maria Teresa Carta, sua fedele ammiratrice.
Copio, incollo qui, e faccio osservazioni alla volta della cara signora Carta, essendo ben lungi da me l’idea di intervenire nel suddetto forum.

Stimatissimo dott. Allam, vorrei sottoporre all’attenzione Sua e dei lettori il tema dell’ideologia del “Gender”. Il tema mi sembra che risulti sconosciuto ai più…

Sconosciuto agli ignoranti, direi. A chi vuole ignorare.

per volontà dei media, i quali per difendere le loro strategie che mirano a determinati interessi, spesso mistificano la realtà.

Ma magari esistessero davvero queste strategie occulte che mirano a determinati interessi! La verità è che un articolo che spieghi la questione del cambio di sesso anagrafico pre-operazione delle persone transessuali in Italia non impenna le vendite come quello sui messaggini segreti di Sarkozy alla ex moglie. È da qui che deriva quello “sconosciuto ai piú” di cui Lei diceva, e converrà che ce ne vuole per arrivare a sospettare la promozione di interessi anticristiani, eh?

Costatando tutto questo ho deciso di approfondire questo problema, ma ora vorrei confrontarmi con Lei e con altri.

Parlare a vanvera non è proprio approfondire, diciamolo. Ma le assicuro che è in buona compagnia tra chi si picca di approfondire questioni del genere.

Ho scoperto che: dietro la parola “OMOFOBIA” si cela la volontà di trasformare un concetto fondamentale della nostra tradizione culturale – secondo il quale – il genere umano è diviso tra uomini e donne. Unica differenza da cui deriva la maternità e la paternità.

Eccola, la tesi del complotto. Il preambolo è stato breve, complimenti per la sintesi. Altri ci mettono di più a introdurla. La tranquillizzo dicendole che il genere umano rimarrà per sempre diviso tra uomini e donne, solo che alcuni di questi e queste sono omosessuali.
Se ne faccia una ragione, come dice quel manifesto britannico contro l’omofobia.
Ci sono sempre state, le persone omosessuali, e ci saranno sempre. Come c’è sempre stata l’omofobia. Solo che le è stato dato un nome da qualche decina di anni per combatterla più efficacemente.
Lei sa che per una persona omosessuale, nell’occidentalissima Italia, può diventare motivo di discriminazione ogni piccolezza della quotidianità che Lei dà per scontata? Dal trovare casa in affitto al farsi servire un caffè, la discriminazione si annida ovunque. C’è chi si abitua, chi no e ne soffre, chi la combatte, per fortuna.

L’ideologia del GENDER (identità di genere) si sta diffondendo nei paesi occidentali e ogni individuo può scegliere l’orientamento sessuale e cambiarlo nel corso della vita.

Che palle, signora Carta. Questa è roba antica. Tutti sanno che non si sceglie un bel niente. L’unica scelta è quella di rilassarsi, affrancarsi dalla morale religiosa e vivere serenamente la propria sessualità.

Questa ideologia è l’ultima conquista per:
– gli omosessuali perchè annulla il concetto di normalità;
– le femministe più accanite, perchè pensano, in tal modo, di raggiungere la parità.

Diciamo che annulla il Suo concetto di normalità, e lo annulla solo per le persone omosessuali stesse, lasciando Lei liberissima di tenerselo stretto, contrariamente a quanto vorrebbe fare Lei con loro.
Le femministe, sinceramente, non ho capito cosa c’entrino in questo discorso.

Tale concetto aberrante ha già trovato spazio nella Comunità Europea, che per anni ha fatto tutto a porte chiuse, ed ora elargisce cospicui finanziamenti per introdurla in alcune nazioni o città compiacenti (vedi Beirut di Caramel).

In Europa si fa tutto a porte aperte. Se proprio vuole vedere delle porte chiuse, provi un po’ a sbirciare tra i media italiani, compreso quello che dà da mangiare al suo stimatissimo “Cristiano” Allam. Capirà chi sono davvero quelli che brancolano nel buio, tra noi italiani e tutto il resto degli europei. E cominci a leggere qualche giornale online di altri paesi d’Europa, che ne dice?

Di recente è la notizia che nelle scuole inglesi verrà approvata una legge che vieterà l’uso delle parole “mamma e papà” per non offendere i bambini adottati dai gay.

Questa è una vecchia non notizia dei giornali italiani. Per questo le consigliavo di leggere altri giornali europei.
Semplicemente, il ministero dell’istruzione britannico ha consigliato alle scuole, limitatamente alle comunicazioni scritte alle famiglie, di non utilizzare i due termini mamma e papà ma un neutrale genitori, perché lì le famiglie omogenitoriali esistono anche per lo Stato, e non sarebbe simpatico inviare loro una lettera che cominci con “cari mamma e papà di Albertino”.
Negare il diritto di una coppia di genitori dello stesso sesso a non sentirsi rivolgere loro come a mamma e a papà significherebbe negare la coppia stessa, vuole metterlo in dubbio?
Ah, già, dimenticavo che lei vuole negare l’esistenza di quella coppia.
Come non detto. Andiamo avanti.

Rispettare la dignità umana di ciascuno, senza eccezioni, cominciando dai più deboli quali sono i bambini: è un dovere per tutti. E’ pericoloso, invece, garantire le adozioni sia ai gay sia alle lesbiche perchè questo andrebbe a ledere il diritto inalienabile di ogni bimbo di avere un padre e una madre.

Il diritto inalienabile di ogni bimbo è quello di avere una famiglia. Famiglia può significare molte cose, ma credo sia inutile spiegarlo a Lei. Solo mi piacerebbe farle toccare con mano la felicità e l’affetto che ho visto in quelle famiglie omogenitoriali che ho avuto la fortuna di conoscere.
E per dirla tutta, ho l’impressione che qualcuno mi prenda a cazzotti sul cuore se penso che quella felicità è inficiata dalla brutalità di bestie come Lei.

I media continuano a veicolare subdolamente i loro obiettivi sotto il manto della solidarietà.
I giovani, purtroppo, sono particolarmente aggrediti da questa ideologia in quanto è un concetto che si inserisce nelle politiche, nelle leggi ma anche nei manuali scolastici.

Ripeto: magari fosse vero quanto Lei denuncia!
Si lamenta tanto, Lei, e ha tutti dalla sua parte, a sinistra e a destra, nelle leggi e nei manuali scolastici. Più leggo le la marea di cazzate che si è prodigata a scrivere, più sento crescere la mia stima per quelli che lottano per i propri diritti senza avere altri che sé stessi. Come noi.

E’ nelle scuole, infatti, come avviene in Belgio, che si insegna ai bambini la possibilità di scegliere il proprio orientamento sessuale.
In Germania poi lo Stato vorrebbe “sessualizzare” tutti bambini offrendo come ambiente gli asili nido, dove sarebbero coinvolti anche i genitori a coccolare e a stimolare i bambini accarezzando le parti intime dei piccoli durante il bagno.

Signora Carta, lei dovrebbe citare la fonte delle sue informazioni, sa? Sarei curioso di sapere dove ha letto tali cazzate. E mi meraviglio di chi abusa della definizione di giornalismo ponendo in risalto le sue digitazioni isteriche, infondate e inconcludenti.

Non facciamoci illusioni pensando che in Italia certe cose non accadranno mai. In una circoscrizione genovese il presidente degli Arigay ha proposto progetto analogo (sull’orientamento sessuale) su citato per i ragazzi/e delle nostre scuole. Tale proposta non è stata approvata perchè ha avuto dieci voti favorevoli e dieci contrari.

Analogo a quale progetto? A quello belga o a quello tedesco? Ancora una volta: dove ha letto questa cazzata? Chi gliel’ha riferita, la tabaccaia sotto casa?

Il “Gender” d’altronde, compare già nello statuto di alcuni programmi politici. Che dire?

I programmi politici non hanno uno statuto. Comunque…
Il “gender”, come dice lei, proprio no, non c’è nei programmi dei partiti. Altre proposte contro l’omofobia sì. Ma quei partiti sono rimasti fuori dal Parlamento, non è contenta?

Il problema etico non deve essere isolato e staccato dalla giustizia, dall’economia, dallo stato sociale, dalla libertà, dall’educazione… ma deve essere guardato con il termine di confronto per verificare qualsiasi settore del pensiero e dell’agire umano.

A quale etica si riferisce? A quella della sua religione? di Ratzinger? Un’etica religiosa che pretende di dettare le condizioni di giustizia, economia, stato sociale ecc. non è molto distante da quell’islam abiurato dal suo adorato Allam.

Il grande profeta civile Gandhi diceva: “Una politica economica che si disinteressasse della MORALE o che le andasse contro non sarebbe buona e dovrebbe essere abbandonata”.

Sì, ma diceva anche: “In quale abissale ignoranza vive chi pensa: «Ciò che faccio io è un piccolo male; ciò che fanno gli altri, un grande male!»”.

P.S. per il dott. Allam: è possibile avere Sua e-mail per poterle scrivere direttamente? Grazie

Ma sì, vi vedo fatti l’uno per l’altra. Già che c’è, gli scriva che il fanatismo violento della religione, motivo per cui avrebbe abbandonato l’islam, non risiede soltanto nel terrorismo, e che violenza per violenza, poteva risparmiarsi la carnevalata del battesimo annunciato urbi et orbi. Poi dicono il Gay Pride…