Le bufere e i vespai sulle gaffe berlusconiane non sono mai state un’infusione di consapevolezza nella popolazione. Nessun elettore di destra credo abbia mai realizzato quale immondizia rischia di mandare a governare, e deciso di dare il suo voto a sinistra dopo l’ennesima stronzata detta da Berlusconi, il quale già in passato ha segnato vittorie elettorali di tutto rispetto nonostante campagne ricche di tali sproloqui.
Perciò è impossibile rassicurarsi su un calo del PdL nei sondaggi.
Io non so dal Lazio in su, ma al Sud, già appena fuori dai centri delle grandi città e addentrandosi nella provincia fino ai più piccoli comuni, il voto perde qualsiasi connotato di strumento democratico di governo. Non si votano più i partiti, i programmi, gli ideali, le promesse, neanche quelle più demagogiche e populiste. Si vota semplicemente la possibilità di ingraziarsi il notabile del luogo, che berlusconi astutamente candida nelle sue liste secondo la stessa logica con cui ha giustificato la permanenza del sedicente fascista Ciarrapico nel PdL.
Questi notabili, quasi feudatari, nell’arte di attirare voti sono infinitamente più potenti di qualsiasi strumentalizzazione si possa pensare a sinistra delle gaffe di Berlusconi, e rendono la crocetta sul simbolo del PdL completamente dissociata da quel nano.
Ma del resto, per cosa preoccuparsi? In fondo, il PD, così come è stato pensato, fondato e portato avanti, così com’è, merita di vedersi soffiare il governo da Berlusconi. Se vince questo PD, non ci sarà più nessuna occasione di vero rinnovamento della sinistra, che sarà libera di credersi vincente anche rimanendo stantia e ammuffita.
E dopo questo torno nel mio limbo di totale disinteresse per le prossime elezioni politiche, alle quali non voterò.

Aggiornamento
No, rettifrico. Nego tutto. Niente notabili e feudatari.
Sono proprio gli italiani ad essere un popolo di decerebrati.