“L’affetto vincola, l’affetto… a differenza della brutalità che lascia un margine a tutto, anche alla speranza di essere stati vittime di un errore o di una malafede o di un malinteso, quella brutalità che separa gli amici ma che nel ripudio reciproco scatena la libertà di entrambi senza più ipoteche sull’interpretazione del passato… l’affetto emana sentenze inappellabili, che ti invischiano per sempre… la cattiveria dell’affetto… e ho capito da lì che la vera cattiveria è affettuosa, perchè l’affetto pretende di essere oggettivo, imparziale quando ti condanna, la brutalità no, dalla brutalità che subisci puoi col tempo elaborare una tendenziosità emotiva e infine medicare le sbucciature e fare spallucce di chi ti ha tolto di bocca il tuo osso di sogno, ma dell’affetto che ti blandisce facendotelo ingoiare da te elabori soltanto sempre più schiavitù, disperazione e morte.”

Aldo Busi, Un cuore di troppo.

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