Austerlitz – W.G. Sebald
Atonement – Ian McEwan
Don’t Move – Margaret Mazzantini
Choke – Chuck Palahniuk
Platform – Michael Houellebecq
All Souls Day – Cees Nooteboom
Silk – Alessandro Baricco
Smilla’s Sense of Snow – Peter Høeg
Remains of the Day – Kazuo Ishiguro
Lost Language of Cranes – David Leavitt
Extinction – Thomas Bernhard
The Drowned and the Saved – Primo Levi
Empire of the Sun – J.G. Ballard
The Comfort of Strangers – Ian McEwan
The Name of the Rose – Umberto Eco
The Cement Garden – Ian McEwan
Delta of Venus – Anaïs Nin
The Shining – Stephen King
Goalie’s Anxiety at the Penalty Kick – Peter Handke
Do Androids Dream of Electric Sheep? – Philip K. Dick
One Hundred Years of Solitude – Gabriel García Márquez
The Bell Jar – Sylvia Plath
The Prime of Miss Jean Brodie – Muriel Spark
The Tin Drum – Günter Grass
Breakfast at Tiffany’s – Truman Capote
On the Road – Jack Kerouac
The Lord of the Rings – J.R.R. Tolkien
Lord of the Flies – William Golding
Nineteen Eighty-Four – George Orwell
Disobedience – Alberto Moravia
If This Is a Man – Primo Levi
The Plague – Albert Camus
Ficciones – Jorge Luis Borges
The Little Prince – Antoine de Saint-Exupéry
The Outsider – Albert Camus
The Hobbit – J.R.R. Tolkien
Gone With the Wind – Margaret Mitchell
Auto-da-Fé – Elias Canetti
Orlando – Virginia Woolf
Steppenwolf – Herman Hesse
The Murder of Roger Ackroyd – Agatha Christie
Amok – Stefan Zweig
Death in Venice – Thomas Mann
Heart of Darkness – Joseph Conrad
The Time Machine – H.G. Wells
Hunger – Knut Hamsun
The Purloined Letter – Edgar Allan Poe
The Pit and the Pendulum – Edgar Allan Poe
The Fall of the House of Usher – Edgar Allan Poe
The Betrothed – Alessandro Manzoni

Mi fa piacere constatare che ho letto ben cinquanta dei mille e un libro che, secondo questo libro, bisogna indispensabilmente leggere prima di morire. Ciò significa che sono a buon punto: concentrandomi solo sulla lista dei mille e uno imprescindibili e tralasciando altre letture, ho tutto il tempo di leggere i rimanenti novecentocinquantuno prima di raggiungere l’età media a cui in Italia si defunge, e potrò defungere con l’anima in pace.
Solo non ho mai compreso bene questa mania delle classifiche, tipica di americani e inglesi (glorificata da Hornby in Alta Fedeltà), dai cinquanta migliori live album della storia secondo Classic Rock Revisited all’uomo dell’anno del Times (il miglior live album della storia per me è Rock in Rio degli Iron Maiden e nella classifica di Classic Rock Revisited non c’è – anzi, se proprio vogliamo sottilizzare, visto che tra i “1001 libri da leggere prima di morire” ci sono anche dei racconti di Poe, io direi che il miglior live album della storia del rock è quel medley di cover dei Led Zeppelin che i Dream Theater hanno inserito in A Change of Season; come la mettiamo?).
“1001 libri da leggere prima di morire” elencati secondo un criterio che oscilla tra lo snobismo e il successo commerciale, quindi mille e un libro da leggere prima di morire nel senso che poi ci si può miserabilmente riempire la bocca e dare fiato ai polmoni con soddisfazione fino alla morte. Del resto è il compito che Non ti muovere della Mazzantini si è assunto fin dalla sua prima stampa, e maledetta quella mezza giornata che ho dedicato alla lettura di questo qualcosa che è appena poco più dei romanzetti rosa di Barbara Cartland che mi facevo prestare da una bidella al liceo per ammazzare il tempo durante l’ora di religione.
“1001 libri” che i due autori della classifica saranno contentissimi di aver letto nella loro vita, se veramente li hanno letti, tra i quali sono elencati anche alcuni per la cui lettura io mi pento di aver sprecato tempo (come Palahniuk e Baricco, oltre alla già citata Mazzantini, per non parlare del polpettone manzoniano impostomi ai tempi del ginnasio), mentre sono assenti delle opere che – quelle sì – non potevano mancare alla mia, di vita, e che mi guarderò bene dall’elencare qui perchè lungi sia da me la presunzione di dire agli altri cosa devono assolutamente leggere prima di morire.