Anni fa lessi la biografia dell’ultima regina di Scozia scritta da Stefan Zweig, perciò avevo una conoscenza decisamente marystuartocentrica delle vicende narrate in Elizabeth, The Golden Age. In quella ricostruzione, Zweig non è andato tanto per il sottile con Elisabetta I, trasmettendomi la sua personale interpretazione della contrapposizione tra le due regine, in cui la Stuart era il buono e la Tudor il cattivo, a prescindere dalle implicazioni religiose. Di Elisabetta I, inoltre, mi ero fatto l’idea di una donna di rara bruttezza, per non dire di una racchia, aiutato dagli inequivocabili ritratti che ho visto alla National Portrait Gallery, che nessun appiglio offrono a chi voglia cercare a tutti i costi elementi di fascino in quella sovrana.

Il film visto ieri sera tenta di capovolgere entrambe le mie convinzioni. Ci riesce solo parzialmente, portandomi a superare quel binomio buono-cattivo, anche se Mary Stuart qui è dipinta come una stronza disposta a tutto pur di soddisfare la sua brama di trono inglese. Ovviamente questo è un colossal, con tutti i limiti del genere, quindi aspetto di approfondire il punto di vista di Elisabetta I con il ricorso ad altre fonti.
Per la questione estetica di Elisabetta I, per quanto si sia tentato di rendere Cate Blanchett simile ai suddetti ritratti, la sovrana cinematografica è comunque una donna molto affascinante e decisamente lontana dal cesso ambulante che doveva essere la sovrana vera. Guardare per credere.

Poi, va be’, questa colonna sonora epica che comincia dal primo fotogramma e fino all’ultimo non cede un nanosecondo al silenzio…

La ricostruzione della brutta fine dell’Invincible Armada spagnola sembra un po’ troppo spettacolarizzata e eroicizzata a favore della flotta inglese. Forse sarebbe stato più opportuno sottolineare il ruolo delle condizioni meterologiche avverse alla flotta spagnola, vero motivo per cui il Regno Unito di oggi non è una nazione cattolica.

Ah. Ovviamente il film è stato stroncato sull’Avvenire, quotidiano cattolico, e descritto come un’opera oscurantista e anticattolica. Credo solo perchè il personaggio di Elisabetta I parla di Inquisizione in arrivo a minacciare le libertà del suo regno. Ora vorrei capire chi è più oscurantista, tra un innocuo film hollywoodiano stranamente fedele alla storia, e un quotidiano cattolico che si prende la briga di negare che i vascelli spagnoli stessero recando con loro tutta la repressione che l’Inquisizione della Chiesa aveva già messo al servizio di Filippo II in patria.

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